WESSENBERG, IGNAZ HEINRICH VON

WESSENBERG, IGNAZ HEINRICH von. - Illuminista e febrioniano, n. a Dresda il 4 nov. 1774, m. a Costanza il 9 ag. 1860. Filosofia, teologia, diritto e storia ecclesiastica furono le materie a cui dedicò maggior interesse; contatti con personalità politiche e ecclesiastiche e con gli ambienti dell'amministrazione statale.

Dal 1798 difficoltà finanziarie, che avevano colpito la famiglia, lo costrinse a stabilirsi a Costanza, dove da tempo era canonico. Decisivo fu l'incontro (1795) con l'arcivescovo di Magonza e coadiutore di Costanza, Karl Theodor von Dalberg, che vide subito in W. l'uomo che faceva per lui e quando ebbe il pieno governo della diocesi di Costanza, lo scelse, appena vestite, e sudicando, a suo vicario generale. Un'intensa attività di riforma, dominata da criteri illuministi, caratterizzava l'azione pastorale di W. a Costanza. Accanto a lodevoli sforzi per migliorare le condizioni del clero, con buone iniziative per il rinnovo della vita parrocchiale, tale riforma era animata da una tendenza razionalistica radicale, causa di gravi disorientamenti. Pellegrinaggi, processioni e devozioni popolari vennero proscritti come superstizioni. Il rosario mariano e la Confessione settimanale vennero visti con aperta ostilità. Confraternite e congregazioni vennero soppresse o volte a scopi meramente filantropici. Nelle funzioni e nell'amministrazione dei Sacramenti si adottarono formulari tedeschi, fino alla formazione di un nuovo rituale.

L'arbitrio con cui W. introdusse queste innovazioni giungendo fino a concedere dispense che oltrepassavano il potere dei vescovi, era fondato sulla sua concezione febrioniana, che pur ammetteva in teoria il

Primato romano, sopravvalutava il diritto divino e inviolabile dei vescovi e la loro indipendenza dalla Sede apostolica, pretendendo che le disposizioni della S. Sede avessero applicazione nei diversi territori solo dopo l'accettazione dei vescovi, assistiti e aiutati dalle autorità statali. Di tale atteggiamento W. fu uno dei massimi esponenti anche nell'ambito più largo della storia ecclesiastica della Germania del suo tempo, mirando ad una organizzazione nazionale della Chiesa tedesca sotto l'egida di un primato. Lavorò instancabilmente a tale scopo nel Congresso di Vienna e alla Dieta di Francoforte. Però l'idea di dare alla Chiesa tedesca una costituzione organica unitaria, atta a garantire una larga autonomia da Roma, fallì definitivamente per l'opposizione stessa di alcuni Stati cattolici.

Morto il Dalberg nel 1817. Il Capitolo di Costanza nominò W. vicario capitolare e amministratore della diocesi. La S. Sede respinse questa nomina e impose al Capitolo una nuova scelta, ma W., sostenuto dal granduca del Baden, mantenne l'amministrazione. Un suo viaggio a Roma non ebbe l'effetto sperato di chiarire la situazione. W., persuaso di aver con il suo conteggio messa in evidenza l'esorbitanza delle pretese romane, venne accolto al ritorno con grandi manifestazioni di entusiasmo. La revisione delle circoscrizioni diocesane della Germania diede modo alla S. Sede di risolvere finalmente la questione. L'antica diocesi di Costanza, dalla quale erano stati già staccati fino dal 1814-15 i territori svizzeri, fu soppressa nel 1821 con la bella Provida solersque, ed erette in compenso le due nuove sedi di Friburgo e di Rottenburg, costituendo la nuova provincia ecclesiastica del Reno superiore. Sebbene il clero delle due nuove diocesi avesse eletto W. a suo vescovo con maggioranza di voti, Roma rifiutò la conferma, e siccome, dopo la morte del granduca Carlo, neppure la reggenza badee più lo sosteneva, egli fu costretto a ritirarsi (1827).

Nei lunghi anni che W. visse ancora a Costanza, oltre ai viaggi all'estero e all'attività scientifica (pubblicazione di opere scelte [7 voll., 1834-35]), svolse grande attività nel campo politico e sociale. Irreprensibile di costumi, aperto al senso dell'arte, fattivamente interessato a sollevare e aiutare ogni genere di bisognosi; brillante come scrittore o oratore, era però come teologo superficiale e rigido nell'affermare le sue idee. La città di Costanza possiede ancor oggi varie fondazioni culturali e assistenziali che risalgono a lui e custodisce la sua ricca biblioteca e la sua casa.

BIBL.: J. Beck, Freiherr I. H. von W. Sein Leben und Wirken, Friburgo in Br. 1862; C. Nörber, s. V. in Kirchklenk, XIII, coll. 1343-81; C. Gröber, s. V. in LThK, X, coll. 835-30; F. Schnabel, Storia religiosa della Germania nell'Ottocento, trad. it., Brescia 1944, V. indice.