WOLGEMUT, MICHAEL

WOLGEMUT, MICHAEL. - Pittore e scultore di Norimberga, n. nel 1434, m. nel 1519, noto anche per essere stato il maestro di Albrecht Dürer, che entrò quindicenne nella sua bottega.

Fu collaboratore di Hans Pleydenwurff, del quale sposò nel 1472 la vedova, Barbara, ed ereditò la bottega insieme con il figlio di Hans, Wilhelm, nel 1491 assunse l'incarico di illustrare la *Weltchronik* (ed. latina del 1493) di Hartman Schiedel, il cui *Schatzbehalter*, apparso nel 1491, presenta illustrazioni ugualmente attribuibili al W.; disegni e schizzi per xilografie furono anche forniti per l'illustrazione dello *Archetypus triumphantis Romanorum*, che non venne poi stampato. Nelle incisioni, che gli diedero larga fama in tutta la Germania, il W. mostra le sue stesse qualità di pittore; negli altri di S. Maria e Zwickau (1476-79) e di Straubing (già sull'altar maggiore della chiesa agostiniana di Norimberga) tipico di lui l'uso di motivi neerlandesi (Rogier van der Weyden, Memling), già introdotti nella pittura norimberghese del Pleydenwurff e tradotti con una violenta caratterizzazione delle figure. Non tutte le parti della pala di Zwickau dell'altare di Straubing (databile all'ottavo decennio del '400) sono di sua mano, così come si può riconoscere la presenza di due aiuti nella pala della Kreuzkirche di Norimberga (1486), da identificarsi con il cosiddetto *Peringsdörfer Altar*: opera di particolare importanza per la scuola di Norimberga e per gli inizi del Dürer, che in quell'anno entrava nella bottega del W. Del 1506-1508 è la pala della parrocchiale di Schwabach; tra le opere attribuite sono ancora da ricordare il *Memminger Altar* in S. Lorenzo di Norimberga e i due battenti del *Martin Altar* in S. Jacopo della stessa città.

Il W. fu anche forte ritrattista e, in tale campo, può considerarsi suo capolavoro il ritratto di Hans Perchmeister.

BIBL.: C. Koch, *M. W.*, in *Zeitschr. f. bild. Kunst*, 1929-1930, pp. 81-92; E. Lutze, *M. W.*, in *Pantheon*, 1934, pp. 262-269; Fr. Traugott Schulz, s. V. in *Thieme-Becker*, XXXVI (1947), pp. 175-81 (con bibl. precedente). Maria Vittoria Brugnoli