AAS 33 (1941), p. 471

Naturalmente lo studio delle lingue orientali e delle scienze ausi­
liarie non è, per gli esegeti, fine a se stesso, ma ordinato all'intelli­
genza ed esposizione precisa e chiara della parola divina, affinchè se
ne alimenti al possibile la vita spirituale. In tale senso, e non per una
gretta pedanteria nè per una mal celata diffidenza contro l'intelligenza
spirituale, si raccomanda ed inculca la ricerca del senso letterale coi
sussidi della filologia e della critica, e si disapproverebbe chi se ne
valesse con eccesso, ed esclusivamente, peggio sé abusivamente, quasi
non fosse divino il libro. Ma allo stesso tempo non si può permettere
che col pretesto dell'abuso si attenti di rendere sospetto e di togliere
l'uso dei veri principi esegetici: «abusus non tollit usum».

All'opuscolo l'autore ha aggiunto quattro pagine col titolo «Con­
ferme tratte dall'Enciclica Pascendo », come a porre la sua sciagu­
rata impresa sotto il patronato del santo Pontefice Pio X. Accorgi­
mento infelice, perchè, se P insegnamento della Sacra Scrittura ebbe
da Leone XIII nell'Enciclica Providentissimus Deus la Magna charta,
che richiamava sull'importantissimo soggetto l'attenzione della Chiesa
intera, fu Pio X che diede, di propria personale iniziativa, l'assetto defi­
nitivo a quelPlnsegnamento, specialmente in Roma ed in Italia; avendo
egli, nella sua esperienza di Vescovo, osservato da vicino e le deficienze
dell'insegnamento biblico e gli effetti disastrosi che ne derivavano.
Cominciò difatti coll'istituire, soltanto pochi mesi dopo l'elezione,
il 23 febbraio 1904, i gradi di licenza e laurea in Sacra Scrittura, ben
sapendo che la creazione di titoli speciali era mezzo efficace ad ottenere
che studenti si dedicassero in modo speciale allo studio di essa. Non
potendo poi, per mancanza di mezzi, fondare Immediatamente l'Istituto
di alti studi biblici al quale pensava, Pio X incoraggiò, nel 1906, l'inse­
gnamento della Sacra Scrittura nel Pontifìcio Seminario Romano, ap­
provò, negli anni 1908 e 1909, la creazione di un insegnamento superiore
di Sacra Scrittura nella Gregoriana e nell'Angelicum, e, finalmente,
creava nello stesso anno 1909 il Pontifìcio Istituto Biblico, la cui opera
non ha cessato di svilupparsi sotto gli occhi dei Sommi Pontefici con
una continuità di direttive così evidente da non esigere dimostrazione.
Quanto l'Istituto Biblico abbia fatto per promuovere il progresso dello
studio della Sacra Scrittura specialmente in Italia, lo dimostrano il
numero degli alunni ed uditori di nazionalità italiana, e quello degli
iscritti alle Settimane Bibliche, ogni anno convocate con frequenza e
con frutto crescenti. Fu Pio X ancora che fissò le direttive dello studio
della Sacra Scrittura nei Seminari, quando pubblicò la lettera aposto-

ACTAj vol. TIfl, n. 12. — 21-9-941 34

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