AAS 33 (1941), p. 472
lica Quoniam in re biblica dei 27 marzo 1906 (Ench. Bibl.y nn. 155-173),
e provvide all'applicazione di esse nei Seminari d'Italia con lo speciale
programma della Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari in data
del 10 maggio 1907.
Non occorre insistere oltre: checché sia dell'autore dell'esposto, e
delle sue mire, lo studio della Sacra Scrittura deve continuare, anche
nei Seminari d'Italia, secondo le direttive date dagli ultimi Sommi
Pontefici, perchè oggi, non meno di ieri, importa che i sacerdoti e mi
nistri della Parola di Dio siano ben preparati, e capaci di dare risposte
soddisfacenti, non soltanto sulle questioni del dogma e della morale
cattolica, ma anche alle difficoltà proposte contro la verità storica e
la dottrina religiosa della Bibbia, particolarmente del Vecchio Testa
mento. Perciò piace terminare colle stesse parole con cui Benedetto XV,
di s. in., chiudeva l'Enciclica Spiritus Paraclitus: «Exegetae sanctis
simi [S. Hieronymi 1 documenta, Venerabiles Fratres, studiose effici te,
ut animis clericorum et sacerdotum vestrorum altius insideant; nam
vestrum in primis est diligenter revocare eos ad considerandum, quid
ab ipsis divini muneris, quo aucti sunt, ratio postulet, si eo non indi
gnos se praestare velint: "Labia enim sacerdotis custodient scientiam
et legem requirent ex ore eius, quia Angelus Domini exercituum est "
(Mal., 2, 7). Sciant igitur, sibi nec studium Scripturarum esse ne
gligendum, nec illud alia via aggrediendum, ac Leo XIII Encyclicis
Litteris Providentissimus Deus data opera praescripsit » (Ench. Bibl.,
n. 494).
Il Santo Padre, al Quale è stata sottoposta tutta la questione nel
l'Udienza concessa dalla stessa Sua Santità il 16 agosto 1941 al Revmo
Segretario della Pontifìcia Commissione per gli Studi Biblici, Si è de
gnato di approvare le deliberazioni degli Emi componenti la Commis
sione e di ordinare la spedizione della presente lettera.
Assolvendo quindi il compito affidatomi, La prego, Eccellenza Revma,
di gradire i sensi del mio omaggio, mentre mi confermo
dell'Eccellenza Vostra Revma
devino per servirla
E. Card. TISSERANT, Presidente.
Fr. G. M. Vosté, O. P., Segretario.
e provvide all'applicazione di esse nei Seminari d'Italia con lo speciale
programma della Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari in data
del 10 maggio 1907.
Non occorre insistere oltre: checché sia dell'autore dell'esposto, e
delle sue mire, lo studio della Sacra Scrittura deve continuare, anche
nei Seminari d'Italia, secondo le direttive date dagli ultimi Sommi
Pontefici, perchè oggi, non meno di ieri, importa che i sacerdoti e mi
nistri della Parola di Dio siano ben preparati, e capaci di dare risposte
soddisfacenti, non soltanto sulle questioni del dogma e della morale
cattolica, ma anche alle difficoltà proposte contro la verità storica e
la dottrina religiosa della Bibbia, particolarmente del Vecchio Testa
mento. Perciò piace terminare colle stesse parole con cui Benedetto XV,
di s. in., chiudeva l'Enciclica Spiritus Paraclitus: «Exegetae sanctis
simi [S. Hieronymi 1 documenta, Venerabiles Fratres, studiose effici te,
ut animis clericorum et sacerdotum vestrorum altius insideant; nam
vestrum in primis est diligenter revocare eos ad considerandum, quid
ab ipsis divini muneris, quo aucti sunt, ratio postulet, si eo non indi
gnos se praestare velint: "Labia enim sacerdotis custodient scientiam
et legem requirent ex ore eius, quia Angelus Domini exercituum est "
(Mal., 2, 7). Sciant igitur, sibi nec studium Scripturarum esse ne
gligendum, nec illud alia via aggrediendum, ac Leo XIII Encyclicis
Litteris Providentissimus Deus data opera praescripsit » (Ench. Bibl.,
n. 494).
Il Santo Padre, al Quale è stata sottoposta tutta la questione nel
l'Udienza concessa dalla stessa Sua Santità il 16 agosto 1941 al Revmo
Segretario della Pontifìcia Commissione per gli Studi Biblici, Si è de
gnato di approvare le deliberazioni degli Emi componenti la Commis
sione e di ordinare la spedizione della presente lettera.
Assolvendo quindi il compito affidatomi, La prego, Eccellenza Revma,
di gradire i sensi del mio omaggio, mentre mi confermo
dell'Eccellenza Vostra Revma
devino per servirla
E. Card. TISSERANT, Presidente.
Fr. G. M. Vosté, O. P., Segretario.