AAS 35 (1943), p. 108

massimamente degli nomini, la salutare e necessaria convinzione che la
preghiera è non solo un dovere dello spirito, ma anché un obbligo di
onore. Se tutto il creato visibile canta la lode di Dio in potenti accordi
dal firmamento alla terra, risonanti in sublime armonia per gli spazi
dell'universo, come potrebbe l'uomo, cui il Creatore dà a « vedere chiaramente
la sua eterna potenza e divinità nelle sue opere » , 2 togliersi
dal gran coro dei cieli e di tutte le creature, che gli stanno intorno, ed
esimersi dal dovere di benedire Iddio, di adorarlo e di lodarlo? Predicate
ai vostri ascoltatori che l'uomo — il quale, solo fra tutte le creature
corporee sulla terra, possiede la dignità superiore di comprendere la
magnificenza del mondo visibile e di sollevarsi attraverso la corruttibile
natura al mondo invisibile, — ha da render grazie di tale privilegio al
Donatore supremo. Ricordate loro quante mirabili preghiere Iddio stesso
ispirò nel Vecchio Testamento, particolarmente nei Salmi e nei libri
Sapienziali, inni di somme adoranti elevazioni alla glorificazione di Dio.
Insegnate loro che l'uomo è creato con un manifesto consiglio dalla sapienza
divina, che le cose umane neppure un solo istante possono andare
e procedere alla ventura e al caso, e che, se nel mondo tutto è retto
dalla divina Provvidenza, ciò che riguarda l'uomo è principalmente sottomesso
alle disposizioni di una sapienza occulta e particolare, perchè
di tutte le opere di Dio l'uomo è colui, donde il Creatore vuol trarre la
maggior gloria. La preghiera è un bene, che non umilia e abbassa, ma3

esalta e fa grande l'uomo. I più eccellenti artisti, questi maestri della
psicologia figurata, non hanno creato nulla che maggiormente soggioghi
l'animò, quanto la rappresentazione dell'uomo in preghiera. In quell
'atteggiamento di orante egli palesa la sua più alta nobiltà, talché si
affermò plasticamente che «l'uomo è grande solo quando è in ginocchio
». E non ingrandiscono forse ancor più al vostro sguardo e alla
vostra stima i potenti, gli alti personaggi, i Ministri di Stato, allorché
li vedete chini e prostrati innanzi a Dio nelle sacre funzioni e nei riti
della vita e della morte? Tale convinzione era viva nelle passate generazioni;
e, se oggi è da lamentare che sia in gran parte affievolita, incolpatene
l'azione devastatrice del razionalismo, del materialismo, del filosofismo
incredulo, per i quali la preghiera rappresenterebbe qualche
cosa d'insignificante, di spregevole, di non virile; scienze di falso nome
che col loro gelido soffio raggelarono spiritualmente molti cuori umani
con brividi d'infermi. Conviene dunque che le menti degli uomini si

2 Rom. 1, 20.
S BOSSUET, Élévations sur les mystères, IV, 5

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