AAS 4 (1912), p. 491
gloriae coronam cupientes Nos atque exoptantes vocare tandem aliquando
velint.
Auspex divinarum gratiarum Nostraeque testis benevolentiae apostolica
sit benedictio, quam tibi, venerabilis frater, sacerdotibus qui
templum custodiunt, omnibus denique qui tecum ad Bétharram aderunt,
peramanter in Domino impertimus.
Datum Romae apud S. Petrum, die xiv iunii MCMXII, Pontificatus
Nostri anno nono.
PIUS PP. X.
LITTERAE CIRCULARES
DE SEMINARIIS ITALIAE AD REVERENDISSIMUS ORDINARIOS.
Le Visite apostoliche fatte lo scorso anno nei Seminari d'Italia
hanno rilevato che per la premurosa e vigile cura degli Ordinari, la
condizione di questi istituti, grazie a Dio, si è universalmente tanto
avvantaggiata da far concepire le migliori speranze per l'avvenire.
È ben vero che alcuni Seminari si sono trovati così stremati di
numero da ingenerare non lieve preoccupazione: e si è anche da taluni
pensato, che questa diminuzione di alunni e di perseveranza nelle primitive
aspirazioni allo stato ecclesiastico si debba attribuire sia ai nuovi
sistemi di studi medi, ginnasiali e liceali, sia al concentramento per gli
studi superiori.
Ma se si considera che questo fenomeno si è verificato anche in
diocesi dove di concentramenti non vi fu mai pensiero; e viceversa in
altre diocesi, dove gli studi medi erano in piena conformità alle norme
pontifìcie, e dove avvenne il concentramento per la teologia, gli aspiranti
allo stato ecclesiastico non hanno fatto punto difetto; si deve
necessariamente concludere che non sono queste le ragioni adeguate e
sufficienti per spiegare il fatto, ma che esse debbono ricercarsi altrove.
E certamente le ostilità, cui da tante parti ed in tanti modi è fatto
segno il clero, le poche attrattive umane dello stato ecclesiastico nei
nostri giorni, i maggiori vantaggi terreni che offrono altri stati ed offici,
talora anche con minori anni di studio e minori spese, non possono
non stornare molti dal mettersi per la via del Santuario, e non tentare
velint.
Auspex divinarum gratiarum Nostraeque testis benevolentiae apostolica
sit benedictio, quam tibi, venerabilis frater, sacerdotibus qui
templum custodiunt, omnibus denique qui tecum ad Bétharram aderunt,
peramanter in Domino impertimus.
Datum Romae apud S. Petrum, die xiv iunii MCMXII, Pontificatus
Nostri anno nono.
PIUS PP. X.
LITTERAE CIRCULARES
DE SEMINARIIS ITALIAE AD REVERENDISSIMUS ORDINARIOS.
Le Visite apostoliche fatte lo scorso anno nei Seminari d'Italia
hanno rilevato che per la premurosa e vigile cura degli Ordinari, la
condizione di questi istituti, grazie a Dio, si è universalmente tanto
avvantaggiata da far concepire le migliori speranze per l'avvenire.
È ben vero che alcuni Seminari si sono trovati così stremati di
numero da ingenerare non lieve preoccupazione: e si è anche da taluni
pensato, che questa diminuzione di alunni e di perseveranza nelle primitive
aspirazioni allo stato ecclesiastico si debba attribuire sia ai nuovi
sistemi di studi medi, ginnasiali e liceali, sia al concentramento per gli
studi superiori.
Ma se si considera che questo fenomeno si è verificato anche in
diocesi dove di concentramenti non vi fu mai pensiero; e viceversa in
altre diocesi, dove gli studi medi erano in piena conformità alle norme
pontifìcie, e dove avvenne il concentramento per la teologia, gli aspiranti
allo stato ecclesiastico non hanno fatto punto difetto; si deve
necessariamente concludere che non sono queste le ragioni adeguate e
sufficienti per spiegare il fatto, ma che esse debbono ricercarsi altrove.
E certamente le ostilità, cui da tante parti ed in tanti modi è fatto
segno il clero, le poche attrattive umane dello stato ecclesiastico nei
nostri giorni, i maggiori vantaggi terreni che offrono altri stati ed offici,
talora anche con minori anni di studio e minori spese, non possono
non stornare molti dal mettersi per la via del Santuario, e non tentare