AAS 4 (1912), p. 492
altri dal perseverare in essa, specialmente se durante gli studi medi
non siasi avuta molta cura di fortificare le deboli volontà degli alunni
del Seminario e di custodirle dai pericoli della seduzione.
Ed appunto in questo si deve riporre la causa ultima e vera della
diminuzione degli alunni nei Seminari e della mancanza di perseveranza
di molti nelle primitive aspirazioni.
Ma checché ne sia di ciò, poiché per le divine promesse è certo
che mai si inaridirà in Israele la stirpe levitica, e che l'assistenza divina
e le vocazioni allo stato ecclesiastico non mancheranno nella Chiesa
usque ad consummationem saeculi, né faranno giammai difetto anime
generose che rispondano alla voce del Signore, anche quando le chiama
alle privazioni od al sacrifizio; non vi è da cadere di animo pel disagio
presente di cui soffrono molte diocesi.
Ben piuttosto conviene pensare al riparo. Ed a tale effetto è necessario
che gli Ordinari eccitino lo zelo dei parrochi e di zelanti sacerdoti,
affinchè cerchino nelle loro parrocchie giovinetti di buona indole,
di sufficiente ingegno, inclinati alle cose di chiesa; e trovatili, ne abbiano
una cura speciale e li coltivino nella pietà e negli studi con pazienza,
con amore, con ogni industria ed anche con qualche aiuto temporale,
affinchè, se la voce di Dio li chiamasse, possano esser atti e preparati
a rispondervi e ad entrare a suo tempo nei Seminari. In questa guisa
in più diocesi si è procurato alla Chiesa del Signore un drappello di
eletti chierici e sacerdoti.
Ma ciò che interessa più ancora del numero è la santa e perfetta
formazione dei futuri ministri di Dio. Ed è a questa che conviene
sopratutto e con ogni studio mirare, non contentandosi dei miglioramenti
sin ora ottenuti, ma cercando e di mantenerli e di accrescerli
ognor più.
A tale effetto il S. Padre, mentre in generale ed a tutti raccomanda
l'osservanza delle norme pontifìcie e dei principi su cui si basa
il Programma di studi pubblicato dalla S. C. dei Vescovi e Regolari,
nonché delle disposizioni sia generali sia speciali susseguentemente
emanate dalla S. Sede, compatibilmente con ciò che appresso si dirà;
richiama l'attenzione dei Rmi Ordinari sui seguenti punti speciali, che,
in seguito ai risultati delle Visite apostoliche, secondo il desiderio
espresso da molti Vescovi, e col voto degli Emi Padri di questa S. C,
ha creduto necessario segnalare e stabilire.
1. In primo luogo, ottimo, per non dire necessario, consiglio sarebbe
di separare nei Seminari gli alunni grandi dai piccoli, e, dove fosse
possibile, formarne due istituti. Ciò è già in uso da gran tempo in
non siasi avuta molta cura di fortificare le deboli volontà degli alunni
del Seminario e di custodirle dai pericoli della seduzione.
Ed appunto in questo si deve riporre la causa ultima e vera della
diminuzione degli alunni nei Seminari e della mancanza di perseveranza
di molti nelle primitive aspirazioni.
Ma checché ne sia di ciò, poiché per le divine promesse è certo
che mai si inaridirà in Israele la stirpe levitica, e che l'assistenza divina
e le vocazioni allo stato ecclesiastico non mancheranno nella Chiesa
usque ad consummationem saeculi, né faranno giammai difetto anime
generose che rispondano alla voce del Signore, anche quando le chiama
alle privazioni od al sacrifizio; non vi è da cadere di animo pel disagio
presente di cui soffrono molte diocesi.
Ben piuttosto conviene pensare al riparo. Ed a tale effetto è necessario
che gli Ordinari eccitino lo zelo dei parrochi e di zelanti sacerdoti,
affinchè cerchino nelle loro parrocchie giovinetti di buona indole,
di sufficiente ingegno, inclinati alle cose di chiesa; e trovatili, ne abbiano
una cura speciale e li coltivino nella pietà e negli studi con pazienza,
con amore, con ogni industria ed anche con qualche aiuto temporale,
affinchè, se la voce di Dio li chiamasse, possano esser atti e preparati
a rispondervi e ad entrare a suo tempo nei Seminari. In questa guisa
in più diocesi si è procurato alla Chiesa del Signore un drappello di
eletti chierici e sacerdoti.
Ma ciò che interessa più ancora del numero è la santa e perfetta
formazione dei futuri ministri di Dio. Ed è a questa che conviene
sopratutto e con ogni studio mirare, non contentandosi dei miglioramenti
sin ora ottenuti, ma cercando e di mantenerli e di accrescerli
ognor più.
A tale effetto il S. Padre, mentre in generale ed a tutti raccomanda
l'osservanza delle norme pontifìcie e dei principi su cui si basa
il Programma di studi pubblicato dalla S. C. dei Vescovi e Regolari,
nonché delle disposizioni sia generali sia speciali susseguentemente
emanate dalla S. Sede, compatibilmente con ciò che appresso si dirà;
richiama l'attenzione dei Rmi Ordinari sui seguenti punti speciali, che,
in seguito ai risultati delle Visite apostoliche, secondo il desiderio
espresso da molti Vescovi, e col voto degli Emi Padri di questa S. C,
ha creduto necessario segnalare e stabilire.
1. In primo luogo, ottimo, per non dire necessario, consiglio sarebbe
di separare nei Seminari gli alunni grandi dai piccoli, e, dove fosse
possibile, formarne due istituti. Ciò è già in uso da gran tempo in