AAS 44 (1952), p. 875

Per quanto invece riguarda ii lato religioso e morale, il principio di
finalità, già esposto all'inizio, vi dà la chiave per la soluzione dei problemi,
che potranno sorgere nel foro della vostra coscienza. Ma nell'attività
ordinaria vi basti ricordarvi che ogni azione (od omissione) umana
cade sotto le prescrizioni della legge naturale, dei precetti positivi di Dio
e dell'autorità umana competente : triplice legge che in verità è una sola,
la volontà divina in vario modo manifestata. Al giovane ricco del Vangelo
il Signore rispose brevemente : (( Se brami di arrivare alla vita, osserva
i comandamenti ». E alla ijnova domanda « Quali »? il Redentore lo rimandò
alle ben note prescrizioni del Decalogo. Così si può anche qui7
dire : Volete agire rettamente nella ginnastica e nello sport? Osservate
i comandamenti.
Rendete in primo luogo a Dio l'onore che gli è dovuto, e soprattutto
santificate il giorno del Signore, poiché lo sport non esime dagli obblighi
religiosi. « Io sono il Signore Iddio tuo » — diceva l'Altissimo nel Decalogo
— « Non avere altro Dio di fronte a me » , nemmeno cioè il pro-s
prio corpo negli esercizi fisici e nello sport : sarebbe quasi un ritorno
al paganesimo. — Parimenti il quarto comandamento,9 espressione e
tutela.' dell'armonia intesa dal Creatore in seno alla famiglia, ricorda la
fedeltà agli obblighi familiari, i quali debbono anteporsi alle credute
esigenze dello sport e delle associazioni sportive.
Dai divini comandamenti viene altresì protetta la vita propria ed altrui,
la sanità propria ed altrui, le quali non è lecito di esporre sconsideratamente
a serio pericolo con la ginnastica e lo sport.10

Da essi traggono forza anche quelle leggi, già note agli atleti del paganesimo,
che i genuini sportivi mantengono giustamente come leggi
inviolabili nel giuoco e nelle gare, e sono altrettanti punti di onore :
schiettezza, lealtà, spirito cavalleresco, per cui aborriscono, come da
macchia disonorante, dall'impiego dell'astuzia e dell'inganno ; il buon
nome e l'onore dell'avversario è a loro altrettanto caro e rispettabile
quanto il proprio.
L'agone fisico diventa così quasi un'ascesi di virtù umane e cristiane :
tale anzi deve diventare ed essere, per quanto duro sia lo sforzo richiesto,
affinchè l'esercizio dello sport superi sè stesso, consegua uno dei suoi
obiettivi morali e sia preservato da deviazioni materialistiche, che ne
abbasserebbero il valore e la nobiltà.

7 MATT. 19, 17-20.
s Ex. 20, 2-3.
9 Ibidem 12.
10 Ibidem 13.

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