A PRIORI E A POSTERIORI

A PRIORI e A POSTERIORI. - Espressioni tecniche del linguaggio filosofico, di significato vario. La loro origine risale ad Aristotele il quale negli Anal. Poster., I, 2, 71 b, 33 aveva distinto cose che sono prima e più note, priora e notiora, o per riguar- do alla nostra conoscenza (πρὸς ἡμᾶς), o assoluta- mente in se stesse (τῇ φύσει, ἀπλῶς): priora e notiora quoad nos sono le cose sensibili e singolari, mentre priora e notiora quoad se sono gli universali. Da que- sta distinzione aristotelica derivò l'uso comune della Scolastica medievale che dava all'a pr. e a post. un significato esclusivamente logico e metodolo- gico in rapporto ad una particolare specie di ragiona- mento: è a pr. l'argomento che va dal generale al particolare, dal genere alla specie, dalla causa all'ef- fetto, dall'essenza alle proprietà, mentre è a post. l'argomento che tiene la via opposta, dal parti- colare all'universale, dall'effetto alla causa, dalle pro- prietà all'essenza. Questo significato dell'a pr. e a post., già presente in s. Tommaso che nega la possibilità di una dimostrazione a pr. dell'esisten- za di Dio (Sum. Theol., 1a, q. 2, a. 2), è più esplicita-

mente formulata da Alberto di Sassonia (cf. K. Prantl, Gesch. der Logik, IV, Lipsia 1927, p. 78).

Nella filosofia moderna, al senso logico medievale, non totalmente caduto, si è sovrapposto, ed ha prevalso, un significato piuttosto gnoseologico secondo cui si intendono a pr. tutte le conoscenze che, almeno in qualche modo, non dipendono dall'esperienza, e a post. quelle che dall'esperienza derivano. Questo senso si trova già in Hume (Treatise of Human Nature, I, p. iv), e in Leibniz (Nouvi Saggi, IV, 9, 2; trad. ital., Bari 1926, II, p. 194). A rendere il significato moderno universale contribuì principalmente Kant, nel cui sistema l'a pr. acquista posizione centrale. Kant distingue conoscenze empiriche, provenienti dall'esperienza, e conoscenze a pr., che, intese in senso rigoroso, sono assolutamente indipendenti da ogni esperienza, anzi presupposte all'esperienza stessa (Critica della ragion pura, Bari 1924, p. 39). Suddivide poi le conoscenze a pr. in pure e non pure, secondo che ad esse si frammiscia, o meno, alcunché di empirico. Caratteri distintivi delle conoscenze a pr., in

Article illustration
(Rot. Pont. Comm. d'ate, Seire)
Aphoniang, cimitero di - Cubicolo a colonne con capitelli in stucco - Roma.

nessun modo ricavabili dall'esperienza, sono la assoluta necessità di universalità (ibid., pp. 39-40).

Il senso kantiano dell'a pr. è rimasto, sia nella sua espressione più rigorosamente tecnica, sia in un riferimento più largo e corrente, esteso a tutto quello che si può conoscere con la sola ragione indipendente, mentre da questa o da quella esperienza; in questo senso le locuzioni sono entrate anche nel linguaggio comune che distingue giudizi, ragionamenti, metodi a pr. e a post.

BIBL.: R. Eucken, Geschichte der philosophischen Terminologie, Lipsia 1897; K. Kant, Critica della ragion pura, trad. it., Bari 1924, introd. Ugo Viglino