APRIORISMO

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APRIORISMO. - Termine filosofico derivato dall'espressione a priori. Designa, nel significato oggi più comune, ogni metodo di studio e di ricerca che muove e si svolge in base a principi puramente razionali indipendentemente dall'esperienza. Teologicamente a. ha invece un significato più immediatamente connesso a priori (v.). Esso ha importanza nella Dio (v.). È dottrina comune, fondata nella divina Rivelazione e definita dal magistero della Chiesa, che alla conoscenza certa di Dio l'uomo può arrivare attraverso la considerazione delle creature, in cui c'è l'orma e il riflesso delle divine perfezioni. Questa forma di conoscenza è evidentemente a posteriori. Aprioristiche invece sono le vie proposte dagli ontologisti (v. ONTOLOGISMO) come Gioberti, dagli'innatisti come Cartesio e da qualche scolastico come s. Anselmo.

L'ontologismo fa di Dio la prima idea intuita direttamente, da cui si svolge tutta la cognizione umana. Cartesio pretende che l'idea di Dio sia innata, chiara e distinta. S. Anselmo ricavava dal concetto stesso di Dio la sua esistenza (argomento a simultaneo). La Chiesa rigetta l'ontologismo perché riduce la visione beatifica a un fatto naturale; l'innatismo cartesiano non è condannato dalla Chiesa, ma trova la sua piena confutazione sul terreno filosofico. Di libera discussione è tra i cattolici l'argomento di s. Anselmo.

Anche s. Agostino concede qualche cosa all'a., quando dimostra l'esistenza di Dio dall'introspezione dello spirito, in cui risplendono le verità eterne; ma è ormai criticamente assodato che né questa né l'altra affermazione della divina illuminazione dell'intelletto umano permettono di attribuire a s. Agostino una forma di ontologismo, perché mai egli parla di una intuizione diretta dell'essenza divina da parte dell'intelletto nostro considerato nelle sue condizioni naturali. Vedi: AGOSTINO; ANSELMO; DIO; ONTOLOGISMO.

BIBL.: A. Lepidi, Examen theologico-philosophicum de Ontologismo, Lovanio 1874; G. Geyser, La preuve a priori de l'existence de Dieu chez s. Anselme, in Rev. de philol., 1909, p. 665; G. Beyer, Cursus Philosophiae, II, Parigi 1936, p. 297; G. A. Palumbo, Theodicea, Roma 1942, p. 79; G. F. Spedalieri, Anselmus an Gaunilo? seu de recta sancti Doctoris interpretatione, in Gregorianum, 28 (1947), pp. 55-77; A. Chollet, A priori. A posteriori, in DTHC, I, coll. 1718-24. Pietro Parente