Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Sacra Scrittura

ABADDON

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Noto anche come: greco: Ἀβαδδών; inglese: Apollyon

ABADDON. - Termine ebraico (perdizione, da abhad «perire»), che ricorre nella letteratura sapienziale del Vecchio Testamento (6 volte) e in Apoc. 9, 11.

Al primitivo senso generale (conservato in Iob 31, 12) subentra di solito il significato metonimico «dimora dei morti, feol»: Iob 26, 6 e Prov. 15, 11; 27, 20 (parallelo con feol); Ps. 88, 11 (con «sepolcro»). A. in senso di feol (inferno) rimase comune: cf. Enoch etiope. 10. 18. 90; Salmo di Salomone 14; Ascensione d'Isaia 10; Apoc. d'Abramo 21; ecc. Nell'epoca rabbinica designerà l'infimo posto nella Geenna (Midra Tehillim 97, 2; Qohéleth Rabbá 5, 9). In Iob 28, 22 il termine (congiunto con «morte») è personificato (come «Ciclo» in Dan. 4, 23 e «Hades» in Apoc. 6, 8; 20, 14). I Settanta traducono sempre ἀπώλεια (eccetto Iob 31, 12 ove leggono un testo diverso dal massoretico).

In Apoc. 9, 11 è nome proprio del re dell'inferno («angelo dell'abisso») a capo dei demoni che affluiscono dal baratro, simboleggiati in mostruose locuste simili a feroci centauri-scorpioni. È tradotto Ἀπολύων («distruttore»; Volgata: exterminans), forse con allusione sarcastica ad Apollo (Ἀπόλλων). Nel Talmud (Šabath, 55ᵃ) A. è preposto (con la morte, cf. Apoc. 20, 14) ai sei «angeli della distruzione». Sembra che A. si identifichi colla stella caduta di Apoc. 9, 1, forse anche colla bestia abissale (Apoc. 11, 7), col dragone (Apoc. 12, 3-4) e con Satana (Apoc. 20, 7). Simile personificazione è in Sap. 18, 25 (ὁ Ὀλοβρεών; cf. I Cor. 10, 10).

Asmodeo (v.) «distruttore», ebr. Almedai (da famad «distruggere»), che nella tradizione talmudico-cabbalistica è il principe dei demoni, equivale ad A. Nell'Apocalisse A. è il principe delle potenze mortifere, implicitamente contrapposto al «Salvatore».

Nelle leggende giudeo-cristiane A. figura come diavolo (Fr. Barret, The Magus, Londra 1802) o come angelo (Abaddona, nella Messiade di Klopstock).

Bibliografia
BIBL.: J. C. Schoettgen, Horae hebraicae et talmud. in unicersum Novum Testamentum, Dresda 1733, p. 1115; R. H.

Charles e O. C. Whitehouse, in Hastings, Dict. of the Bible, I (1898), pp. 3, 125; H. Gressma, Ursprung der israel.-jüdischen Eschatologie, Gottlinga 1905, p. 188; B. Allo, L'Apocalypse, 3ᵃ ed. Parigi 1933, pp. 128, 132, 319.

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Di Antonino Romeo

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 7–8.

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vol. 1, coll. 7–8

Altre voci di Antonino Romeo: 'AB · ABANA (EBR. 'ABHĀNĀH «PIETROSO», DA 'EBHEN «PIETRA») · ABBOT, EZRA · 'ABDE' · ABDIA (EBR. « SERVO DI JAHWEH»; NEL TESTO MASSORETICO 'OBADYĀH, FORMA RITENUTA DAGLI EBREI E DA LUTERO E SEGUACI)

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Romeo, Antonino. “Abaddon.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 7–8. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/abaddon.

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Romeo, Antonino. “Abaddon.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 7–8. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/abaddon.

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