ACQUARIANI. - Eretici apparsi nel sec. II, i quali al vino sostituivano l'acqua nella celebrazione dell'Eucaristia. Quest'uso era comune tra gli ebioniti ed i seguaci di Marcione e di Taziano. Pochi cattolici vi aderirono. Insorsero contro questo abuso Clemente d'Alessandria (Strom., I, 19) e s. Cipriano (Epist., LXIII).
Gli a. nel sec. IV si accostarono ai manichei, che consideravano il vino come un veleno somministrato dal principe delle tenebre. Furono perciò condannati assieme ad essi dall'imperatore Teodosio I (Codex Theod., XVI, tit. V). Per contrasto, gli Armeni caddero nell'errore opposto: soppressero totalmente l'uso dell'acqua nella Messa e si attirarono la condanna del Concilio «in Trullo» nel 692 (can. 32), in cui fu dichiarato deposto chiunque al vino non mescolasse acqua per la consacrazione.
BIRL.: J. Hardouin, Acta Concil., III, Parigi 1715, pp. 1172-73; G. Bareille, s. v. in DThC., I, col. 1724; P. Batifol, s. v. in DACL, I, coll. 2648-54. Antonio Giamboni
Giamboni, Antonio. “Acquariani.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 238–239. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/acquariani.
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Giamboni, Antonio. “Acquariani.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 238–239. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/acquariani.
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