Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Liturgia Argomenti vari

ACQUASANTIERA

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ACQUASANTIERA - A. attribuita a Giovanni Pisano (fine sec. XIII).
ACQUASANTIERA - A. attribuita a Giovanni Pisano (fine sec. XIII).

ACQUASANTIERA. - È il vaso destinato a contenere l'acqua santa. Quando è collocata vicino alle porte d'ingresso nelle chiese, ha generalmente forma di conca o di vasca, sorretta da un tronco e fissata stabilmente al suolo. Di regola è scolpita in pietra o in marmo, e talora, nelle chiese maggiori, assume forme artistiche e monumentali. Se invece serve a portare l'acqua benedetta qua e là secondo il bisogno, è costituita da un secchio metallico munito di maniglia. L'acqua viene poi spruzzata sulle persone o cose da benedire mediante uno strumento detto aspersorio.

L'a. nelle chiese non è, come taluni vollero, il succedaneo del cantharus (v. CANTARO) o fontana, che in antico stava nel mezzo dell'atrio basilicale, e dove i fedeli, a scopo di purificazione interiore, si lavavano le mani ed il viso con acqua non benedetta, prima di entrare nel tempio per la preghiera.

Essa invece nacque dal desiderio di dar modo a coloro che non avevano potuto assistere all'aspersione domenicale, di segnarsi con l'acqua benedetta e di prenderne per loro private devozioni. L'uso infatti dell'a. nelle chiese non è anteriore al sec. X, ed è quindi di poco posteriore all'introduzione della solenne aspersione domenicale. Intorno a questa stessa epoca, l'epistola sinodica che va sotto il nome di Leone IV (PL. 96, 1376) dispone che ogni rettore di chiesa debba avere un vaso apposito per conservare l'acqua santa. Di queste a. portatili abbiamo un magnifico saggio nel secchiello d'avorio dell'arcivescovo Gottofredo (sec. X), conservato nel tesoro del duomo di Milano. Parecchi vasi antichi in metallo o in legno, recanti emblemi od iscrizioni cristiane, non possono dirsi a. in senso proprio, giacché ebbero lo scopo di conservare l'acqua particolarmente santificata per servire al battesimo. Tali la cosiddetta «secchia di Tunisi» ed altri vasi congeneri, di cui si può vedere l'elenco e l'illustrazione in DACL, I, col. 758 sgg. I sinodi diocesani raccomandano che le a. siano mantenute ben pulite e che l'acqua benedetta vi sia rinnovata frequentemente, almeno ogni settimana, ed anche più spesso. Quanto ai metodi per assicurare la necessaria disinfezione delle a., v. lo studio di A. Gemelli, Il problema igienico nelle Chiese, in Scuola Cattolica, 1 (1908), pp. 375 sgg. Mario Rubietti

ARTE

Varie sono le forme delle a. nel succedersi dei secoli. Taluni esemplari bizantineggianti, come quelle del duomo di Torcello e del duomo di Atri, hanno la vaschetta ornata di animali rampanti. Lo stelo delle a. perdette spesso, nell'età gotica, la sua semplicità architettonica per animarsi di figure, come in quella di S. Giovanni Fuorcivitas a Pistoia attribuita a Giovanni Pisano.

Nel Rinascimento ritorna la semplicità architettonica del sostegno, variamente arricchito con frutti e ghirlande, come in quella del duomo di Lucca dovuta a M. Civitali e nell'altra ancor più ricca di A. Federighi nel duomo di Siena.

Un bell'esemplare cinquecentesco è quello del duomo d'Orvieto, dove già appaiono le tendenze pittoriche che prevarranno nell'età barocca fino a comporre, come in quelle di S. Pietro in Vaticano, un monumentale complesso di vasca, angeli e drappi agitati da una dinamica interna, resa ancor più fastosa dalla policromia. In generale però le a. mantengono una forma molto semplice che riduce al minimo le caratteristiche dello stile; perciò nell'architettura moderna, accanto ad alcuni esemplari a goccia, ve ne sono altri legati essenzialmente alla loro funzione e risolti con uno studio accurato delle proporzioni.

ACQUASANTIERA - A. di Matteo Civitali (2ª metà sec. XV). Lucca, Cattedrale.
ACQUASANTIERA - A. di Matteo Civitali (2ª metà sec. XV). Lucca, Cattedrale.(fot. Alinari)

Esemplari minuscoli, che variamente ripetono forme stilistiche proprie delle arti minori e fanno parte degli accessori d'arredamento, sono destinati ad uso privato. - Vedi Tavv. XIX-XX.

ACQUASANTIERA DEL DUOMO DI TORCELLO (sec. XII).
Tav. XIX ACQUASANTIERA DEL DUOMO DI TORCELLO (sec. XII).(fot. Anderson)
SOLEMNI RITV. DEDICAVIT ACQUASANTIERA DELLA BASILICA DI S. PIETRO IN VATICANO (sec. XVIII).
Tav. XX SOLEMNI RITV. DEDICAVIT ACQUASANTIERA DELLA BASILICA DI S. PIETRO IN VATICANO (sec. XVIII).(fot. Alinari)
Bibliografia3 opere
BIBL.: A. Venturi, Storia dell'Arte Italiana, 11 voll., Milano 1901-40, passim: C. Ricci, Architettura barocca in Italia, Milano 1925; P. Toesca, Storia dell'Arte Italiana, I, Torino 1927; E. Roulin, Nos églises, Parigi 1938.

Guglielmo Matthiae

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Di Guglielmo Matthiae

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 239–241.

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Matthiae, Guglielmo. “Acquasantiera.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 239–241. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/acquasantiera.

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Matthiae, Guglielmo. “Acquasantiera.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 239–241. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/acquasantiera.

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