ACQUERELLO. - Modo di dipingere su fondo bianco o molto chiaro mediante colori trasparenti, preparati con gomma arabica e glicerina e sciolti con acqua, in modo che, senza ricorrere a biache, i chiari siano dati dal fondo lasciato scoperto o leggermente velato. Taluni usano trarre fuori i bianchi più puri con l'uso del raschiatoio. È opportuno conservare gli a, dal momento che son quasi sempre di piccole dimensioni, sotto vetro e non lasciarli esposti ai raggi del sole (v. GUAZZO).
Questa tecnica, che i Cinesi hanno adoperato sulla seta fino dal III sec. a. C., è stata praticata anche presso di noi soprattutto per schizzi e bozzetti o per colorire stampe e disegni. A cominciare dal sec. XVIII, in Olanda, in Inghilterra, in Italia e altrove, è stata adoperata con sottili accorgimenti da artisti specializzati che hanno costituito società e organizzato mostre.
Ha limitata applicazione nel campo dell'arte sacra, cui può dare cartegloria, ex-voto, immaginette. L'Overbeck ha dipinto ad acquerello le stazioni di una Via Crucis. - Vedi Tav. XXI.