ACQUAFORTE

ACQUAFORTE. - (Dal nome medievale dell'acido nitrico aqua fortis). Stampa ottenuta mediante una lastra di rame in cui i solchi che ricevono l'inchiostro sono scavati dall'azione di un acido e non puntasecca (v.). La lastra viene ricoperta con uno strato di cera mescolato a resina e poi annerita col nerofumo; con una punta sottile vi si incide il soggetto in modo da intaccare leggermente il rame e si immerge poi la lastra in una soluzione di acido nitrico (l'a. degli alchimisti), che morderà solo le parti scoperte del rame scavandovi solchi più o meno profondi. Tolta la vernice, la lastra è pronta per l'inchiostrazione e per la stampa mediante torchio. Le prime prove di stampa si chiamano «avanti lettera». Lo zinco è più facile a trattare del rame, ma di minore resistenza alla tiratura. Con più lastre variamente inchiostate si possono ottenere a. a colori. Le stampe vengono di solito firmate a matita.

L'a. non ha il rigore formale e la precisa nitidezza dell'incisione al bulino; consente però maggiore rapidità, migliore freschezza e offre più ricca gamma di chiaroscuri. Per queste ragioni il bulino appare preferibile per stampe di genere classico e per precise riproduzioni.

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ACQUAFORTE - Stato iniziale dell'incisione in un rame di A. van Dyck, copia da un ritratto di Erasmo da Rotterdam.
(propr. B. Degenhart)
Sorta ad altissima dignità col Rembrandt, di cui sono celebri e ricercatissime le superbe stampe di soggetto biblico, fu coltivata da Salvator Rosa per gruppi di briganti e di soldati, dal Callot per piccole scene di guerre e di fiere, dal Berghem per soggetti pastorali, dal Tiepolo per estasi di santi, dal Goya per crude documentazioni di guerre e corride, dal Piranesi per romantiche visioni di classiche rovine.

Per favorire l'a. e in genere tutti i tipi di incisione, il papa Clemente XII istitul nel 1738 la Calcografia camerale acquistando tutti i rami della famiglia De Rossi. Se l'impiego dell'a. nel campo dell'arte sacra è limitato a quadri della Via Crucis, cartogloria, immagini del crocefisso per confessionali, ecc., vastissima è stata e può ancora essere la sua applicazione nel campo delle immagini di devozione. - Vedi Tav. XVIII.

BIBL.: F. Melis-Marini, L'acquaforte, Milano 1916; J. Laver, A history of british and American etching, Londra 1929; L. Bartolini, Acquaforti, in Quadrivio, 11 (1937-38); A. C. Coppier, Acquaforti di Rembrandt, Novara 1941. Corrado Mezzana
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“ACQUAFORTE.” Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), p. 166. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/acquaforte.