AMORRITI

AMORRITI. - Popolo stanziato in Canaan prima d'Israele (ebr. hâ'-Emôrî, sempre con l'articolo e al singolare, Settanta "Âmôrêêô", onde Volgata Amor-haei). È sempre incluso dalla Bibbia nell'enumera-zione dei popoli preisraelitici (Gen. 15,21; Ex. 3,8; 13,5; 23,23; 32,2; 34,11; Deut. 7,1; 20,17; Jos. 3,10; 5,1; 9,1; 11,3; 12,8; 24,11; ecc.), talora come nucleo precipuo del gruppo etnico accanto agli Hittiti (Num. 13,30), sicché rappresenta anche il complesso delle popolazioni palestinesi preisraelitiche (Gen. 15,16; Jos. 24,15; Am. 2,9 sq.) e corrisponde quindi talora a «Cananei» (Jos. 24,15; 18; Jud. 6,10; I Sam. 7,14; I Reg. 21,26; Ez. 16,3; 45; ecc.).

Per gli Assiro-Babilonesi gli Amurru o «occidentali» (egiziano Amarra) erano la popolazione del paese montagnoso di Amurru (ideogramma mar-TU) o dell'occidente, che comprendeva l'immenso territorio ad ovest dell'Eufrate, dall'oasi di Palmira al Mediterraneo (perciò detto il mare di Amurru) e all'oasi di Teima, con incluse le regioni di Siria, Palestina, Fenicia, Transgiordania e l'Arabia settentrionale. Solo verso il sec. XVI a. C. il termine Amurru si restringe alla Fenicia con tutto il rettore, indicando in modo particolare la zona montagnosa dell'Oronte e del Libano e Antilibano da Qadeâ al porto di Akka e al lago di Tiberiade.

Dal lato etnologico, alcuni autori, basandosi su Am. 2,9, che qualifica gli A. «razza alta e robusta», e sulle pitture egiziane che li rappresentano barbuti, dalla pelle giallastra e dagli occhi azzurri e ciglia rosse, li inclusero nel tipo indoeuropeo, assimilandoli ai Libi. Ma L. Dürr, E. Kalt, con altri, basandosi sulla classificazione genealogica di Gen. 10,15, 16, ricollegano gli A. con i Camiti. Attualmente la gran maggioranza dei dottori riconosce in essi un forte e valoro gruppo del ramo semita nordico-occidentale, che viene denominato amorrita-cananeo (v. SEMITI). La loro lingua, affine alla cananea, è nota solo per alcuni nomi propri della I dinastia babilonese, in cui spesso all'usuale «Dio, Dio mio», si sostituisce l'equivalente «padre, padre mio, fratello, fratello mio»; la loro costruzione sintattica, diversa da quella accadica, si può individuare nei testi cappadoci paleo-assiri.

Contro la isolata voce di Th. Bauer che colloca la culla dei primitivi A., indipendenti dai posteriori occidentali, a settentrione dell'Assiria, A. T. Clay ha collocato la culla dei Semiti e della stessa cultura babilonese in Amurru o Siria del nord, da cui sciamarono gli A. autoctoni. L'ipotesi che un'ondata amorrita avrebbe portato i primi Semiti in Mesopotamia sembra smentita dalla lotta del re semita Sargon di Accad, che in tre campagne (ca. il 2725) sconfisse i nomadi Amurru giungendo al Mediterraneo.

I re di Larsa portano nomi amorriti; da essi derivò la fondazione dell'impero di Babilonia e della I dinastia amorrita-babilonese (ca. 1950-1600 a. C.), il cui principale HAMMURABI (HAMMURAPI) (v.), che coincise col culmine della potenza amorrita. Circa il 1900 a. C. il «movimento amorritico» dilaga intorno alla Palestina e si afferma in questo paese; conosciamo i nomi di città e principi a. dai «testi di proscrizione» egiziani del sec. XIX a. C. (testi di Berlino

editii da K. Sethe, 1926; testi di Bruxelles editi da G. Posener, 1940). Alla stessa epoca Abramo li trovò in Palestina (Gen. 14, 7. 13; 48, 22), almeno nella zona montagnosa (Num. 13, 29), da cui l'invasione hitita, verso il 1600 a. C., ponendo fine alla loro dinastia babilonese, li spinse più a sud, sin verso l'Armon ad est del Giordano.

Nella prima metà del sec. XIV, nota per le lettere di el-Amarna (v.), gli A., che erano sotto il controllo egiziano, tentarono in Siria-Palestina un movimento insurrezionale capeggiato dagli Habiri sotto la guida di Abdi-Asirta, e specialmente di suo figlio Aziru che strinse allenanza col re hitita Subbilluiuma (1388-1347) nemico dell'Egitto (testi di Boghazköi, v.). Tuttavia, nella battaglia di Qades (1294), Ramses II, vincitore degli Hititi, aveva nelle riserve egiziane «giovani reclutati fra gli Amuru».

L'origine di Gerusalemme è amorrita, come attesta i nomi della città (Urusalim), dei suoi re Malk-Sedeq e Adoni-Sedeq, 'Abdi-Hiba delle lettere di el-Amarna. Gli Ebrei trovarono i resti degli A. nella regione montagnosa del sud, a sud-ovest del Mar Morto e ad est del Giordano: Ios. (5, 1) li distingue così dai Cananei e delle contrade sud mare grande» (cf. Deut. 1, 44; Ios. 10, 6; 11, 3); onde «montagna degli A.» era il massiccio palestinese del sud (Deut. 1, 7. 19. 20; cf. Num. 13, 30). All'ingresso d'Israele, i regni transgiordani di Hesebon e di Basan sono amorriti (Num. 21, 21 sgg.). Gruppi di A. sono inoltre dispersi in tutta la Palestina, di solito così commisti ai Cananei che la Bibbia spesso non li distingue da questi. Teleglathalasar I (1115-1093), occupante la regione (Siria), sottomise definitivamente gli A., che rimasero fiaccati per sempre, sicché al tempo di David ne esistevano solo pochi resti, sottoposti poi da Salomone al tributo. Gli A. scompaiono allora dalla storia; ne rimase solo il ricordo (Esd. 9, 1; Neh. 9, 8; Jud. 5, 20). Nella loro terra d'origine trionfano i Fenici, che forse erano una nuova ondata di Cananei assai affini al gruppo amorrita.