ANDRONICO di Rodi. - Filosofo peripatetico del I sec. a. C., decimo scolarca del Liceo. Il suo nome è legato all'edizione delle opere di scuola Aristotele, dalla quale la raccolta da noi posseduta sostanzialmente discende. Per essa A. poté servirsi della biblioteca stessa del Maestro, che, ereditata da Teofrasto, e da questi passata a Neleo di Seppi (Troade), e infine venduta ad Apollicone, ufficiale di Mitridate, cadde nell'86 nelle mani di Silla, che la trasportò a Roma. Confutata dalla filologia moderna è la leggenda secondo la quale prima dell'edizione di A. le opere di scuola dello Stagirita fossero ignote. Copie di quelle opere erano, come ri-ulta da diverse testimonianze, nella biblioteca di Alessandria, né po- teva esserne privo il Liceo. Poiché i manoscritti por- tati da Silla a Roma erano assai probabilmente quelli stessi di Aristotele, anche se non tutti di suo gruppo, il lavoro di A. dovette essere di collazione e di veri- sione critica. Oltre l'edizione di Aristotele egli curò anche quella di Teofrasto. Dell'uno e dell'altro compo- pose gli indici delle opere a noi pervenuti solo in parte. Non possediamo alcuna opera di A. Gli sono stati falsamente attribuiti dalla tradizione un De affectibus e una parafrasi dell'Ethica Nicomachea.
ANDRONICO DI RODI
BIBL.: F. Litig, A. von Rhodos, I-III, Monaco 1890, Er- langen 1894 e 1895; F. Ueberweg, Grundriss der Gesch. der Philosophie, 12a ed., Berlino 1926, p. 559.