ARCO TRIONFALE. - Nell'architettura cristiana è il grande arco, che separa la navata centrale della chiesa dal presbiterio, sia che questo comprenda il transetto con l'abside o l'abside sola. Nell'antichità si elevava spesso su due grandi colonne, ma oltre a ciò era sempre distinto con speciali ornamenti o plastici, come nelle basiliche della Siria, o musivi, come nelle grandi basiliche romane.
Benché il nome di a. t. sia soltanto di uso medievale (e si trova specialmente nelle vite dei Papi dei secc. VIII-IX del *Liber Pontificalis*, in cui viene pure chiamato *arcus maior*), dobbiamo cercarne l'origine stessa negli a. t. che l'antichità romana soleva erigere per gli imperatori vittoriosi. Come i rilievi ornamentali di questi raccontano le glorie degli eroi, così anche sull'a. t. della Chiesa viene volentieri rappresentato il tri
(ist. Aliwali). il trionfo di Cristo. Nell'a.t. di Galla Placidia in S. Paolo fuori le Mura a Roma troviamo il maestoso busto di Cristo in alto, circondato dai quattro animali apocalittici, mentre dai lati i ventiquattro vecchi gli offrono le loro corone. Questo trionfo apocalittico di Cristo forma
onfo di Cristo. Nell'a. t. di Galla Placidia in S. Paolo fuori le Mura a Roma troviamo il maestoso busto di Cristo in alto, circondato dai quattro animali apocalittici, mentre dai lati i ventiquattro vecchi gli offrono le loro corone. Questo trionfo apocalittico di Cristo forma il tema preferito nell'a. t. paleocristiano. Soltanto, invece del busto di Cristo troviamo talvolta l'agnello o il trono divino. Accanto a questa rappresentazione ricorre spesso anche Cristo seduto sul globo dell'universo fra apostoli o santi, come per es. a P. renzo, in S. Lorenzo fuori le Mura, in S. Agata dei Goti a Roma.
Nel medioevo il trionfo di Cristo viene rappresentato sull'a. t. in maniera certamente non meno profonda ed espressiva, cioè dalla cosiddetta croce trionfale. All'inizio della curvatura dell'arco la navata era attraversata in alto da una grande trave, sulla quale stava una croce monumentale, spesso accompagnata dalla Madonna e s. Giovanni, magnifica applicazione dell'inno trionfale del Venerdì Santo *Vexilla regis pro-deunt...* di Venanzio Fortunato. Purtroppo nei tempi posteriori spesse volte questa bella espressione del Trionfo di Cristo venne tolta dalle chiese e così con le nuove forme di una nuova architettura anche l'antico a. t. scomparve.
