Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Religioni non cristiane Particolari

ARES

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Noto anche come: Marte; latino: Mars

ARES. - "Αρς, dio greco della guerra. Per alcuni il nome significherebbe «il distruttore», ma l'etimologia è discussa. Per gli antichi era tracio e quindi straniero; per alcuni dei moderni è dio greco, per altri è originario della Tracia o della Caria. Nell'Iliade è figlio di Zeus e di Dione; rappresenta il furore guerresco selvaggio e irragionato, la smania di distruzione, di sangue e di strage; è malvisto dagli dèi, disprezzato e odiato; gli Arcadi lo rinchiudono in una botte di bronzo perché non devasti la Tessaglia. Il ritratto omerico ha influito anche in età posteriore. Solo il tardo inno omerico, identificando A. con il pianeta Marte, ne fa un dio benevolo, difensore della giustizia. La primitiva natura di A. è rimasta offuscata dal dio guerriero: alcuni ne han fatto un primitivo dio della vegetazione, altri della tempesta, o un dio preellenico ctonio (sotterraneo) a cui corrisponderebbero le Erinni; difatti, secondo una saga tebana, A. avrebbe avuto per moglie Tilfossa, una delle Erinni, e loro figlio sarebbe stato il serpente ucciso da Cadmo. Il culto arcade di Tegea, dove le sole donne gli sacrificavano, è stato considerato antico. L'epiteto più comune di A. è Enyalio, che forse in origine era un dio indipendente e fu poi assorbito da A.

A. è associato a divinità femminili delle quali era considerato lo sposo: Enyo in Tessaglia (per alcuni invece era la madre), Aglauro ad Atene, Tilfossa o Afrodite a Tebe, ecc. Forse dalla tradizione tebana è sorta la leggenda degli amori di A. con Afrodite, ricordati già dall'Odissea. A. non ha iscrizioni votive e solo eccezionalmente doni, nessuna città lo considerava suo protettore, poche gli offrivano un culto, ancora più rare erano quelle in cui aveva un tempio (Atene, Geronthra) dove le donne non potevano entrare nel tempio, Drero, Trezenè). Come Enyalio era venerato specialmente a Sparta. A Roma fu identificato con Marte, mentre in Enyalio si riconosceva Quirino. Per gli antichi A. era un uomo adulto, barbato, coperto di armatura pesante con elmo, spada e lancia; a partire dal sec. v a. C. lo rappresentarono giovane e nudo.

Bibliografia5 opere
BIBL.: L. R. Farnell, The Cults of the Greek States, V, Londra 1909, pp. 396-407; O. Kern, Die Religion der Griechen, I, Berlino 1926, pp. 118-21; U. v. Wilamowitz, Der Glaube der Helenea, I, ivi 1931, pp. 104-105; 321-24; W. Otto, Gli dei della Grecia, trad. ital., Firenze 1941, pp. 310-12; M. Nilsson, Geschichte der griechischen Religion, I, Monaco 1941, pp. 486-89.

Luisa Banti

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Di Luisa Banti

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 1855–1856.

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vol. 1, coll. 1855–1856

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Banti, Luisa. “Ares.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 1855–1856. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/ares.

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Banti, Luisa. “Ares.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 1855–1856. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/ares.

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