APSÀRAS. - Questo nome significa «che si muove nell'acqua» e designa una divinità indiana delle acque, affine alla greca Nereide. Già nel Riveda, X, 123, 5, l'A. è associata col Gandharva, genio dell'aria a cui essa sorride, e che l'ama. Anche quando le A., abbandonato il sostrato naturistico, diventano ninfe celesti e personificano il potere femminile di seduzione, esse amano frequentare le rive dei laghi e dei fiumi a ricordo della loro origine. L'Atharvaveda le dice
mogli dei Gandharva, che si ritrovano nella mitologia epica, in qualità di musici celesti. Essi suonano la vūṇā, specie di liuto, e le A. danzano e cantano. Come in Grecia, anche in India i capostipiti di famose dinastie vantano origine semidivina da un eroe mortale e una ninfa celeste. L'episodio di Purūravas e Urvasi, la Melusina dell'India, è argomento di un inno vedico (Rv, X, 95) prima che del famoso dramma di Kālidāsa, Vikramorvāsīya. Secondo il Rāmāyaṇa, le A. nacquero dal frullamento dell'oceano insieme con S'rī, la Venere indiana, AMRTA (v.).