ARISTIDE, MARCIANO

ARISTIDE, MARCIANO. - Uno dei primi apologisti cristiani. Secondo Eusebio (Hist. eccl., IV, 3, 3, e Chron., ad a. 2140) era un filosofo ateniese e lasciò un'Apologia all'imperatore Adriano, letta ancora da molti al suo tempo. S. Girolamo però non la conosceva già più, perché quanto ce ne dice (De viris illustribus, 20; Epist., 70, 4) è solo un rifacimento delle parole di Eusebio. Essa restò poi ignota finché nel 1878 i Mechitaristi di Venezia ne pubblicarono un frammento armeno e Rendel Harris nel 1889 trovò nel monastero di S. Caterina del Monte Sinai l'intera versione siriana; fu allora accertato da I. Armitage Robinson che anche il testo greco era da tempo conosciuto, formando esso con lievi mutazioni i capp. 26-27 della Vita di Barlaam e di Gioafat.

La versione siriana porta la dedica: «All'imperatore cesare Tito Adriano Antonino Augusto e Pio, Marciano Aristide filosofo ateniese». Il secondo nome Marciano appare senz'altro da ritenere autentico, mentre si discute ancora se sia piuttosto (per ragioni interne) da seguire Eusebio (cit.) e la versione armena che dicono lo scritto dedicato all'imperatore Adriano. Si discute pure se sia più vicino all'originale il testo greco generalmente più conciso o quello siriano più diffuso, ma i frammenti restituiti ultimamente dai papiri danno generalmente ragione a questo contro quello.

L'Apologia stabilisce anzitutto il vero concetto di Dio: eterno, perfetto, immortale, onnisciente, padre degli uomini e sufficiente a se stesso, e dimostra che né i barbari, né i Greci, né i Giudei lo hanno posseduto, ma solo i cristiani (quarta razza), che hanno ricevuto la loro fede da Gesù nato da una vergine giudea, ucciso dai Giudei, risuscitato e salito al cielo. Ne è conferma la loro vita mirabile, cheché ne dicano le calunnie che corrono sul loro conto. Naturalmente A. si dilunga soprattutto a dimostrare l'assurdità delle religioni delle «tre razze» e la santità della vita cristiana.

L'Apologia vale per la semplicità e nettezza della sua linea che ne fa risaltare la sodelza dell'argomentazione, sebbene si possa pensare che ci sembri originale solo perché è il primo documento del genere. E sebbene l'autore non sia uomo di grande cultura, ma di modeste capacità letterarie, riesce tuttavia simpatico per quell'ingenua fiducia, onde si presenta con le sue idee, piene non solo della forza della verità, ma anche di una notevole comunicativa. Gli si è rimproverato che il suo tema sia ristretto e che non si distenda maggiormente sull'esposizione dei dogmi specificamente cristiani; ma ciò poteva essere fuor di luogo in un'apologia destinata all'imperatore, e infine aveva bene A. il diritto di limitare a volontà il suo tema. Del resto per il suo scopo basta, e non si può negare che il punto da lui svolto sia essenziale.

BIBL.: Testo greco fra le opere di Giovanni Damasceno; su due nuovi lunghi frammenti greci tratti dai papiri cf. Theologische Literaturzeitung, 1924, p. 47 sgg.; frammento armeno in G. B. Pitra, Analecta sacra, IV, Parigi 1883, pp. 6 sgg. e 282 sgg.

Lo stesso con il testo siriano (e versione) in Texts and Studies, I, 11, Cambridge 1893, ove è pure una nuova ed. del testo greco (già in PG 96, 1108). Ed. critica di R. Seeburg, Lipsia 1894 e J. Geffeken, Zwei griechische Apologeten, ivi 1907. Ivi anche un'omelia su Le, 23, 42 sgg. in armeno, certo apocrita, e un altro frammento armeno «ex epistula Aristida». Taluno (I. P. Beeck, Bogotovska Smatra, Zagabria 1931, pp. 1-16) ritiene persino A. autore della lettera a Diogneto. Oltre gli autori citati V. pure A. Puech, Les Apologistes greci du IIe siècle, Parigi 1912, p. 35 sgg.; id., The Apology of A., in The Harvard theol. Rev., 1937, pp. 233-47; G. Lazzati, Ellenismo e Cristianismo. Il primo capitolo dell'Apologia di A., in La Scuola Cattolica, 1938, p. 35-51; I. Giordani, La prima polemica cristiana, 2ª ed., Brescia 1943, p. 125 sgg.; B. Altaner, Patrologia, vers. ital., 2ª ed., Torino 1944, p. 67; A. Casamassa, Gli apologisti greci, Roma 1944, pp. 31-48; M. Pellegrino, Gli apologisti greci del II secolo, ivi 1947, pp. 25-39. Antonio Ferrua

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“ARISTIDE, MARCIANO.” Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), p. 1122. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/aristide-marciano.