ATENAGORA. - Ateniese e filosofo, uno dei più antichi apologisti cristiani.
I. VITA
Quasi unica fonte della vita di A. sono le opere. Fra gli antichi lo ricordano solo s. Metodio d'Olimpo (De resurr., I, 36, 6; 37, 1-2), s. Epifanio (Haer., 64, 20, 21) e Fozio (Bibl., cod. 243, p. 293 B). Più diffuse le informazioni dateci da Filippo di Side (H. Dodwell, Dissert. in Iren., Londra 1689, app., p. 488 sgg.), ma poco attendibili. A. indirizza la Supplica agli imperatori M. Aurelio e Commodo; quest'ultima notizia è confermata da un passo (18, 2) in cui l'autore si rivolge al padre e al figlio, e da un accenno all'apoteosi di Antinoo, il favorito dei loro « antenati » (30, 2). A. visse dunque nella seconda metà del sec. II.
II. OPERE
La composizione della Supplica per i cristiani (Πρεσβεία περί Χριστιανῶν) deve cadere fra
il 27 nov. 176, data dell'assunzione di Commodo all'impero, e il 180, quando morì M. Aurelio; da altri indizi parrebbe scritta prima della metà del 178, forse sulla fine del 177. Dopo l'esordio (1-2) e la partizione, corrispondente alle tre accuse contro i cristiani, di ateismo, cene tiestee e unioni edipee (cap. 3), A. confuta ampiamente la prima accusa, considerando l'ateismo nel senso teorico (4-12) e pratico (13-30); poi risponde alle altre due accuse (31-36), e chiude invocando l'assenso degli imperatori (cap. 37). Il trattato Sulla Risurrezione, che vuol essere una dimostrazione puramente razionale di questo dogma ad uso dei pagani, dapprima tenta di dissipare i pregiudizi contrari (1-10), poi dà la dimostrazione positiva della verità (11-25).
III. PENSIERO FILOSOFICO E TEOLOGICO
Il nucleo della dottrina esposta nella Supplica è il monoteismo, la cui dimostrazione occupa tutta la parte centrale. A. parla spesso e con esattezza della Trinità (4, 2; 10; 12, 2; 18, 2; 24, 2; 30, 4). Menziona gli angeli (10, 3) e si diffonde sui demoni (13-26). L'Incarnazione compare solo in un accenno velato (31, 4), né si nomina mai Cristo; vi è forse un'allusione al sacrificio eucaristico (13, 3). Chiaramente enunciata l'ispirazione della Bibbia (7, 3; 9, 1; 10, 2). Della morale si mette in risalto la carità e la pazienza dei cristiani (1, 4; 11; 12, 2) e la castità (32-33); si rileva l'astensione dagli spettacoli e la condanna dell'aborto (35, 2-3).
IV. CARATTERE E SCOPO
Rivolgendosi agli intellettuali pagani, A. vuol difendere il cristianesimo e attirarvi i lontani mettendo a profitto quanto di vero si trova nel pensiero pagano che, nelle sue migliori correnti, ha riconosciuto l'unità di Dio: questo è il fondamento su cui si costruisce la fede cristiana. Le apologie sono ponti gettati verso l'altra sponda, introduzioni al cristianesimo. A questo metodo A. era portato dal suo spirito equanime e conciliante, che appare nei giudizi favorevoli sulla cultura antica, particolarmente su poeti e filosofi, veicoli del monoteismo, partecipi d'una certa ispirazione divina (1, 5; 5-6; 7, 2). Lo scrittore si distingue anche per compostezza ed equilibrio. Ordinata e chiara la composizione nelle linee fondamentali, mentre negli sviluppi particolari non mancano incertezze e disordini, elegante la dizione, ispirata al gusto atticistico, sfruttati sobriamente i sussidi della retorica.
BIBL.: Edizioni: Il testo di A. ci è pervenuto nel cod. Paris, 451, scritto nel 914; gli altri manoscritti, tutti dipendenti da quello, hanno scarsa importanza. L'Editio princeps è di Enrico Stefano (1557). Da segnalare le seguenti: P. Maran, Parigi 1742, riprodotta in PG 6, 887-1024; J. C. Th. von Otto, in Corpus Apologetorum succ. secundi, VII, Jena 1858; E. Schwartz, in Texte und Untersuchungen zur Geschichte der altschristlichen Literatur, IV, II, Lipsia 1891; P. Ubaldi e M. Pellegrino (Corona PP. sales., serie greca, 15), Torino 1947; per la sola Supplica, J. Gefcken, in Zwei griechische Apologeten, Lipsia e Berlino 1907; E. J. Goodspeed, in Die ältesten Apologeten, Goringa 1915. - Studi: A. Puech, Les Apologistes grecs du IIᵉ siècle de notre ère, Parigi 1912, pp. 172-206; G. Porta, in Didaskoleion, 5 (1916), pp. 55-70 (dedica e data della Supplica); A. Casamassa, Gli Apologisti greci, Roma 1944, p. 163 sgg.; M. Pellegrino, Studi su l'antica Apologetica, ivi 1947, p. 67 sgg.; id., Gli Apologeti greci del II sec., ivi 1947, pp. 146 sgg. Michele Pellegrino
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“ATENAGORA.” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 191. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/atenagora.