ARRIVABENE, GIOVANNI. - Patriota ed economista, n. da famiglia nobile in Mantova il 24 giugno 1787, m. ivi l'11 genn. 1881. Studiose di problemi economici ed agrari, contrario alla dominazione austriaca, fu coinvolto nel processo del Pellico; condannato a morte il 21 genn. 1824, esulò in Svizzera, in Francia, in Inghilterra e nel Belgio. Senatore del nuovo regno il 29 febbr. 1860, ebbe larga parte nella soluzione di ardue questioni riguardanti l'abolizione di privilegi monopolistici in campo d'arti e mestieri e lo svincolo dell'esportazione dei cereali. Liberista in politica, tenne sempre dal punto di vista religioso a dimostrare i suoi sentimenti cattolici. Con Leone XIII aveva stretto legami d'amicizia durante la nunziatura a Bruxelles. Lasciò tra l'altro interessantissimi ricordi autobiografici (Memorie della vita, Firenze 1884).
BIBL. Oltre al citato volume di memorie, cf. M. Rosi, s. V. Dis. del Ris. Nas., II, Milano 1930, pp. 117-18.
PAROLE DALLA TORRE