ARTEMIO. - Antico comandante dell'Egitto sotto l'imperatore Costanzo, fatto decapitare da Giuliano l'Apostata nel giugno del 362. Ariano violento, d'accordo col vescovo intruso di Alessandria Giorgio di Cappadocia, perseguito i cattolici, specialmente religiosi, e s. Atanasio. Con lo stesso zelo si era accanito contro gli idolatri distruggendo numerosi templi tra i quali il Serapeum. Con l'avvento di Giuliano i pagani si vendicarono accusandolo di crimini atroci presso l'imperatore, che, dopo aver fatto confiscare i suoi beni, lo condannò alla decapitazione. Nel sec. IX il monaco Giovanni di Rodi fece di A. un santo e un martire, e gli atti da lui scritti (in Acta SS. Octobris, VIII, Parigi 1866, pp. 856-85) servirono di fonte al Metafraste (PG 115, 1160-1212). Di qui l'origine del culto resogli dai Greci il 20 ott. e la sua inserzione, nel sec. XVI, alla stessa data nel Martirologio romano (cf. ed. P. Galesini, Venezia 1578).
Bidez, Philostorgius Kirchengeschichte, in CB, 21, pp. XLIV-LXVIII, 151-75 (la Passio); Martyr. Romanum, p. 465; P. Allard, Julien l'Apostat, III, 2e ed., Parigi 1903, pp. 31-32.