ASTORINI, PIETRO ELIA. - Carmelitano, n. nel 1651, m. nel 1702. Coltissimo in filosofia e lingue oriental, vivace e aperto alle idee nuove, fu antiaristotelico. Accusato di essere troppo novatore e di praticare la magia, depose l'abito e passò ai protestanti; ma poi, disgustatosi anche di questi, tornò in seno alla Chiesa romana. Accolto benevolmente, fu incaricato d'insegnare e di predicare. Lasciò molti scritti inediti ed editi, fra cui De potestate sanctae Sedis Apostolicae (Siena 1693), contro il gallicanismo, e De vera Ecclesia Iesu Christi (Napoli 1700), contro i protestanti.
BIBL.: I. Bellamy, s. V. in DTHC, I, col. 2142; Hurter, II, col. 691; F. Bonnard, s. V. in DHG, I, col. 1230.