AZZOLINI, DECIO

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AZZOLINI, Decio. - Cardinale, n. a Fermo l'11 apr. 1623, m. a Roma l'8 giugno 1689. Laureatosi giovanissimo in filosofia, fu in Spagna al seguito del nunzio Panciroli. Innocenzo X, nel 1644, lo nominò segretario della cifra; morto, nel 1651, il Panciroli, A. prese la direzione degli affari della Segreteria di Stato fino all'arrivo del vescovo di Nardò Fabio Chigi, nominato segretario di Stato. Dopo aver ricoperto l'ufficio di segretario dei brevi ai principi, nel 1654, fu creato, da Innocenzo X, cardinale diacono di S. Adriano.

Nel Conclave del 1655 fu a capo del cosiddetto «squadrone volante» che intendeva favorire l'elezione di un cardinale, senza subire l'influenza della Francia o della Spagna. E anche nei successivi conclavi cui partecipò tenne tale fermo e deciso atteggiamento.

Clemente IX lo nominò segretario di Stato; nel 1668 A. optò per la diaconia di S. Eustachio. Divenne, poi, successivamente titolare di S. Croce in Gerusalemme, di S. Maria in Trastevere e di S. Passede.

Dell'A. si ricordano l'opera svolta a favore del collegio Piceno che, per il suo intervento, ebbe da Clemente IX la chiesa di S. Salvatore in Lauro, la protezione accordata al poeta Francesco di Lemene, l'amicizia con Cristina di Svezia che lo chiamò il massimo di tutti i cardinali, anzi di tutti gli uomini.

Bibl.: G. Bild, Christine de Suède et le card. A., Parigi 1899; Pastor, XIV, passim.