BAKER, MARY EDDY

BAKER, Mary Eddy. - Fondatrice dell'associazione medico-religiosa nota sotto il nome di *Christian Science*, n. nel 1821, m. il 3 dic. 1910.

I. Vita

Nacque in una cascina presso la cittadina di Concord, nello Stato di New Hampshire (Stati Uniti), ultima di sei figli della famiglia B. Fin dai suoi primi anni andò soggetta a malattie nervose, che le durarono per tutta la vita: per questa ragione la sua istruzione scolastica fu deficente. Nel dic. 1843 sposò Giorgio W. Glover, che morì pochi mesi dopo lasciandola incinta di un figlio, che essa per molti anni quasi abbandonò. Nel 1853 passò a secondo le nozze con il dr. Patterson, dal quale divorziò nel 1866, maritandosi finalmente la terza volta nel 1873 con G. Eddy, di cui rimase vedova nel 1882. Di qui i vari nomi con i quali è conosciuta; ma il più comune è quello di M. E. B. o Mary Baker Eddy. Mentre era ancora sposata al dr. Patterson, per alleviare i suoi mali si sottopose alla cura del dr. Phileas P. Quimby, il quale diceva che tutte le malattie erano mentali e non fisiche. Questa dottrina la entusiasmò, e avendo sperimentato qualche sollievo, se la approvò; aprì una scuola con pochi allievi, e cominciò la sua carriera di fondatrice. Con l'aiuto del terzo marito la fondazione della nuova sesta si affermò, e negli anni che seguirono la morte di G. Eddy, tra il 1882 e il 1896, giunse ad una regolare stabilità ed organizzazione, superando gravi opposizioni interne da parte dei suoi studenti, ed esterni dai nemici ed oppositori delle sue teorie. Nel 1896 si ritirò da Boston a Pleasant View, vicino alla sua città natale di Concord, dove rimase guardata a vista dai suoi più fidi seguaci fino al 1908, quando in seguito ad alcuni incresciosi fatti e liti si trasferì definitivamente alla magnifica residenza, preparata dai suoi ammiratori, chiamata Chestnut Hill, vicino a Boston, ove rimase fino alla morte.

II. LA FONDATRICE DELLA CHRISTIAN SCIENCE

Il dr. Quimby aveva chiamato la sua dottrina «Verità», «Scienza» o «Scienza Cristiana». Secondo lui l'uomo spirituale conosce che non esistono malattie dei sensi, perché l'unica realtà è Dio, la Sostanza divina o Mente (con M. maiuscola) spirituale, tutto il restante non è che mente (con m. minuscola) mortale, che sparisce e è sostituita dalla Mente spirituale, una realtà esistente; ma come questa Mente spirituale non soffre dolori né pene, tutte queste cose non esistono che per la mente mortale, che non è reale. A questa dottrina ed al nome di Scienza Cristiana si attende la B. Sul principio riconobbe che tutto doveva al dr. Quimby, ma dopo adiacente lo negò: «Nessuno scritto, nessun professore mi insegnò la scienza contenuta in questo libro (*Science and Health*), e nessuna penna né lingua la potrà distruggere».

La B. nel 1875 pubblicò la prima delle numerosissime edizioni del suo libro *Scienza e Salute* (*Science and Health*), al quale pochi anni dopo (1882) aggiunse la *Chiave per la Scrittura* (*Key to the Scripture*). È questo il libro simbolico e quasi sacro dei Scientisti: ed in esso si può distinguere quello che plagò dagli scritti del dr. Quimby, e quello che l'autrice aggiunse di proprio, che è costituito: dalla *Chiave per la Scrittura*, interpretata in funzione della dottrina della *Christian Science*; dalla teoria del M.A.M., «Malicious Animal Magnetism», con cui spiega le contrarietà incontrate e l'insuccesso delle sue cure; e finalmente dell'inquadramento della sua dottrina in una Chiesa nuova.

Già prima della pubblicazione del libro, ma più ancora dopo, la B. si dedicò con attività incredibile alla propaganda delle sue dottrine. Tra gli studenti che frequentavano le sue classi private, sorse nel 1879 l'idea di costituire una Chiesa, tutta basata sulle nuove teorie. La B. ne compilò gli Statuti, ne fu eletta «pastore», e nel 1887 fu fondata a Boston e legalmente approvata la «Prima Chiesa di Cristo Scientista», che dopo prese il nome di «Chiesa Madre». Durante questi lavori la B. apriva nel 1882 a Boston il «Massachusetts Metaphysical College» ove preparava i medici o «praticanti», come fra gli scientisti sono chiamati coloro che dovevano curare secondo le sue teorie. Nel 1883 pubblicava il *Christian Science Journal*, in quella che seguiva nel 1898 il *Christian Science Sentinel*, settimanale, e due anni prima di morire iniziava la pubblicazione di un giornale quotidiano, il *Christian Science Monitor*. Se a questo si aggiungono le discussioni pubbliche su giornali e riviste intorno alle nuove teorie e alla nascente Chiesa, le liti sostenute per le cure non riuscite e con discepoli che si ribellavano, e altre molte vicende, si comprenderà facilmente la notorietà che ottenne la B. Da essa era diretto tutto il movimento, anche quando stava occulta nella villa di Pleasant View o in quella di Chestnut Hill: niente si faceva senza il suo permesso e direzione. Si mostrò implacabile contro coloro che la contravivano, fossero amici o nemici. Nessuno era ammesso nella nuova Chiesa senza una rinunzia formale a tutte le dottrine e vincoli con la sesta da cui provenisse. Con il titolo di «pastor emeritus», ebbe, finché visse, autorità assoluta e totale. Tutto l'art. 22 degli Statuti, nelle sue 18 sezioni o punti, sancisce questa autorità assoluta. La *Christian Science* è una Chiesa senza ministri, senza feste speciali, senza Sacramenti. Nelle riunioni domenicali si legge ancora un capitolo o un brano della Bibbia, ma è seguito dalla lettura dell'interpretazione esotica che si trova nella *Chiave* o in altri libri della B. Invece di ministri vi sono due lettori, che devono ogni domenica leggere precisamente ciò che tempestivamente è stato designato dalla Chiesa madre di Boston. Oltre i due lettori vi sono uno o due «praticanti», cioè medici approvati dalla Chiesa madre di Boston, il cui compito è di far penetrare nello spirito dell'ammalato che Dio o la Mente spirituale è tutto in tutto, e che la malattia non esiste. Per mancanza di questi requisiti, in Italia le due piccole comunità o società scientifiche di Roma e di Torino non sono Chiese: mentre lo è quella di Firenze. Le singole Chiese non si possono unire fra loro, ma ognuna dipende direttamente da Boston. Dopo la morte della B., il governo della Chiesa è nelle mani di un comitato di otto direttori (Falmouth Str. 105, Boston), che conservano gelosamente l'organizzazione data dalla fondatrice.

III. LA DOTTRINA

Si è già indicato qualche cosa della dottrina. La scrittrice Fleta Campbell Springer la riassume molto bene in queste parole: «Nella materia non c'è vita, né verità, né intelligenza, né sostanza: tutto è Mente infinita e manifestazione infinita, perché Dio è tutto in tutto. Lo Spirito è Verità immortale, la materia è irreale e temporale; lo Spirito è Dio, l'uomo è la sua immagine e somiglianza; dunque l'uomo non è materiale, egli è spirituale». Da questo principio fondamentale la B. deriva conseguenze come queste: «Il peccato, la malattia, la morte non sono che l'apparenza reale di cose non reali nella mente umana» (cap. 14 del suo libro simbolico). «L'uomo non è materia, né è composto di cervello, di sangue, di ossa e di altri elementi materiali... l'uomo è in-

capace di peccare, di ammalarsi, di morire, perché la sua essenza viene da Dio e non ha un solo elemento originale che non venga da Dio; quindi l’uomo reale non può separarsi dalla Santità » (ibid.). « Tu dici che un foruncolo fa male, ma ciò non è possibile, giacché la natura senza mente non fa male. Il foruncolo manifesta semplicemente la tua credenza nel dolore con l’infiammazione e la gonfiatura, e tu chiami foruncolo questa credenza; metti mentalmente nel tuo paziente una forte dose di Verità, e questa curerà il foruncolo » (cap. 1). I mali della carne, cioè, sono dovuti alla credenza della carne, a un falso senso di vita della materia separata dallo spirito, e la « guarigione cristiana » si ottiene a misura che i cristiani imparano a dominare il senso peccatore che crede nella realtà di ciò che non è, perché non viene da Dio (malattia, morte). Non dunque miracoli, ma guarigioni da chi e in chi crede che l’uomo non è soggetto al male, da chi e in chi abbandona la visione erronea di sé come essere corporeo, pesante e sofferente. Gesù non ha inteso di operare miracoli, ma soltanto ha fatto conoscere la tecnica della guarigione per mezzo del « giusto concetto » che l’esistenza è, con tutta la sua attività e i suoi fenomeni, realmente solo uno stato mentale, e che il male non esiste.

Gli scientisti hanno una maniera speciale di interpretare la Sacra Scrittura. Basta leggere la Chiave ed il Glossario che si trova dopo questa, per avere un’idea delle strane interpretazioni che le danno. Non c’è quindi da meravigliarsi se tanto nel campo cattolico come nel protestante (ad es. il celebre scrittore Mark Twain) sia stata criticata severamente questa dottrina panteistica, che di scienza cristiana non ha che il nome, ed è piuttosto una scuola terapeutica che una Chiesa o setta.

BIBL.: Opere: M. B. E., Miscellaneous Writings 1855-96, Boston 1896; id., Science and Health with Key to the Scriptures, 1896; id., No and Yes, 1913; id., Manual of the Mother Church, The First Church of Christ Scientist, 1895; id., 1931. — Studi: A. Fielding, Faith Healing and Christian Science, 1899; A. L. Moore, Christian Science, Its manifold Attractions, Nuova York 1906; W. Lefroy, Christian Science constructed with Christian Faith and with itself, London 1906; Mark Twain, Christian Science, 1907; The Faith and Works of Christian Science by the writer of «Confessio Medici», 1909; Anon., Editorial comments on the Life and Work of M. E. B., Boston 1911; A. M. Bellwald, Christian Science and the Catholic Faith, London 1922; T. J. Crossan, Christian Science and the Bible compared, Albany (Oregon) 1923; F. Campbell Springer, According to the Fleas, a Biography of M. B. E., 1913; E. Sutherland-J. V. Dittmore, M. E. B., The Truth and the Tradition, 1913; Woodbridge Riley, F. W. Peabody, Ch. E. Humiston, The Faith, the Falsity and the Failure of Christian Science, 1913; G. W. Ridout, The deadly Fallacy of Christian Science, Kansas City 1913; C. Camillo Crivelli.

IV. LA « CHRISTIAN SCIENCE » DAL PUNTO DI VISTA MEDICO

La difficoltà di giudicare l’efficacia dell’effetto curativo della Christian Science dipende dalla relativamente piccola importanza che essa dà alla medicina e dalla convinzione di ciò che potremmo chiamare soggettività della malattia, legata all’idea di una certa quale non esistenza del corpo. Anzi essa afferma che la conoscenza esatta della malattia da parte del paziente è piuttosto di ostacolo alla guarigione, e che, fino ad un certo punto, ammettere d’esser malato rende il corpo meno curabile. Questa posizione mentale non incoraggia a chiedere diagnosi sicure e prognosi né a studiare se la guarigione risponde o no all’aspettativa. Di qui, nei resoconti delle guarigioni, una certa indeterminatezza nella diagnosi, quasi un disinteresse a sapere di qual malattia si tratti (« pen

savo di avere il morbo di Bright », « una cosiddetta incurabile malattia spinale », « ciò che la medicina chiamerebbe probabilmente un tumore fibroide », « dispepsia, congestione di fegato e molte altre cose »), unito a notizie vaghe sul tempo impiegato a guarire (« in pochi giorni », « lentamente », « in alcune settimane »). Come ha notato anche Philpion, un medico favorevole alla Christian Science, « ciò che la distingue dalle altre scienze della stessa natura, è un certo carattere di apriorità, un certo disprezzo dell’esperienza e dei dati sensibili ».

Leggendo i resoconti delle guarigioni dovute alla Christian Science, pochissime se ne trovano che reggono al confronto con quelle che servono alla Chiesa per i processi di canonizzazione, ma, come tutte le altre di minor momento, neppure queste sono documentate dal punto di vista medico. Per questo, non è possibile dare un giudizio sulla loro vera natura. Ecco però quanto si può non irragionevolmente dire. Quando si tratta di « dolori » istantaneamente scomparsi, teniamo presente che il dolore dipende dall’insieme delle disposizioni affettive e che la pratica regolare è incoraggiante della Christian Science può, per l’ottimismo che ispira o per le emozioni che suscita, sopprimerlo. In altri casi è da tener presente l’efficacia della psiche sulle funzioni che nuovamente la « medicina psicosomatica » ha messo in evidenza. La stessa raccomandazione della B. « dovete mentalmente non vedere la malattia » corrisponde indubbiamente alla osservazione comune che in certi casi una malattia non vista o non voluta vedere disturbata meno o guarisce (Breitner; Max Lowy ricorda a questo proposito il detto indù: « non porvi attenzione, guarisce tutte le malattie »). Infine, quando la malattia guarita è di natura psicologica, è da tener presente che la Christian Science mette pure in qualche modo a contatto con Cristo e, per quanto confusamente, con il suo potere redentore; la sincera fiducia in Dio e il desiderio di purificazione interiore possono modificare favorevolmente la « cattiva coscienza » che gioca la sua parte nella patologia mentale (cf. P. Cossa, op. cit.). Il Mayo osserva che la Christian Science supplisce in qualche modo alle deficenze (psicologiche e affettive) del protestantesimo. In breve: in quanto essa conserva qualche cosa di cristiano nella sua ispirazione, i pazienti che non sian del tutto compresi della novità di questa « scienza » (che in sé nulla ha di cristiano, chi ben la intenda), possono trarre beneficio dalla preghiera intesa cristianamente. In quanto realizza una autosuggestione (guarigione per meditazione), la Christian Science ricorda le « guarigioni psichiche » note anche fuori del cristianesimo, in tempi e luoghi dove questa « scienza » non era e non è conosciuta (possibile analogia con le « guarigioni psichiche » dell’indiumso, col quale la Christian Science ha elementi comuni).

BIBL.: E. Philpion, in La science et la vie, 34 (1917), p. 261; 36 (1918), p. 103; 38 (1918), p. 103; 39 (1918), p. 103; 40 (1918), p. 103; 41 (1918), p. 103; 42 (1918), p. 103; 43 (1918), p. 103; 44 (1918), p. 103; 45 (1918), p. 103; 46 (1918), p. 103; 47 (1918), p. 103; 48 (1918), p. 103; 49 (1918), p. 103; 50 (1918), p. 103; 51 (1918), p. 103; 52 (1918), p. 103; 53 (1918), p. 103; 54 (1918), p. 103; 55 (1918), p. 103; 56 (1918), p. 103; 57 (1918), p. 103; 58 (1918), p. 103; 59 (1918), p. 103; 60 (1918), p. 103; 61 (1918), p. 103; 62 (1918), p. 103; 63 (1918), p. 103; 64 (1918), p. 103; 65 (1918), p. 103; 66 (1918), p. 103; 67 (1918), p. 103; 68 (1918), p. 103; 69 (1918), p. 103; 70 (1918), p. 103; 71 (1918), p. 103; 72 (1918), p. 103; 73 (1918), p. 103; 74 (1918), p. 103; 75 (1918), p. 103; 76 (1918), p. 103; 77 (1918), p. 103; 78 (1918), p. 103; 79 (1918), p. 103; 80 (1918), p. 103; 81 (1918), p. 103; 82 (1918), p. 103; 83 (1918), p. 103; 84 (1918), p. 103; 85 (1918), p. 103; 86 (1918), p. 103; 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