ATAVISMO. - Ripresentarsi di caratteri ereditari morfologici, fisiologici, psichici di ascendenti più o meno lontani, spesso lontanissimi, rimasti nascosti per una lunga serie di generazioni; in tal guisa il ritorno è così impensato da aversi l'impressione della comparsa d'un carattere completamente nuovo. Il fatto, strano in apparenza, è in pieno accordo con le leggi che regolano i fenomeni dell'ereditarietà (v.), in particolare, della forma alternata (tipo mendeliano). Questa ci mostra come i cosiddetti caratteri ereditari recessivi, a differenza di quelli dominanti, se presenti in un solo generatore, rimangano latenti per un numero indeterminato di generazioni, manifestandosi nei figli soltanto se gli elementi determinanti (genidi) sono presenti nei vettori dell'eredità (cromomeri) d'entrambi i genitori (v. EUGENICA); ciò spiega il più facile riapparire di caratteri atavici morbosi nella figliolanza delle unioni consanguine, tanto più in quanto questi si comportano generalmente come recessivi. Il termine a. viene usato nel linguaggio comune anche per indicare la tendenza della specie a conservare le proprie caratteristiche individuali ereditarie, contro ogni causa contingente (ambiente, incroci, ecc.) che tenderebbe a modificare.
Secondo la distanza dell'ascendente in cui il carattere atavico fu presente, si parla di a. famigliare o storico o preistorico. Un a. bestiale, invocato da alcuni per spiegare la comparsa di caratteri non umani (labbro leporino, polimastia, fessure branchiali, ecc.) coinvolge senz'altro l'accettazione d'un evoluzionismo integrale che allo stato attuale della scienza non presenta argomenti veramente probativi (Cotronei, p. 427).