BIOTIPOLOGIA. - Scienza che studia l'individuo umano in tutte le sue manifestazioni vitali, per determinarne, nella maniera più completa possibile, il tipo biologico personale (biotipo o tipo individuale) ben definito e non confondibile con altro (v. INDIVIDUO). La b., diretta alla più profonda conoscenza del singolo uomo in tutti i suoi aspetti, vuole portare utili contributi alla conoscenza delle debolezze costituzionali, delle predisposizioni morbose, delle differenti capacità lavorative ed educative individuali; da ciò la sua importanza pratica per il medico, l'educatore, il sacerdote.
Per giungere a una determinazione per quanto possibile perfetta del tipo individuale, la b. rivolge la sua indagine alla struttura anatomica del corpo umano (habitus o tipo morfologico o costituzione in senso stretto), alle manifestazioni fisiologiche (bio-chimiche, endocrino-umorali, cinetiche e nervose della vita vegetativa), alle attività neuro-psicologiche della sua vita di relazione (sviluppo ed equilibrio dell'emotività, grado e orientazione pratica dell'intelligenza).
Nicola Pende, che va in modo particolare ricordato tra i primi e più autorevoli cultori di b. (per primo introdusse nella scienza tale parola), volendo prendere in considerazione (dopo le caratteri-
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stiche morfo-fisiologiche del biotipo) separatamente la intelligenza dal carattere morale dell'individuo, cioè dalle caratteristiche sue affettivo-volitive, sostiene che lo studio biotipologico deve svolgersi lungo la direttiva di quattro aspetti (le quattro facce della piramide biotipologica del Pende): morfologico (habitus), dinamico-umorale (temperamento), morale (carattere), intellettivo (tipo d'intelligenza). Lo stesso Pende, però, addita «la grande difficoltà pratica di definire o diagnosticare il carattere della persona: il nostro giudizio diagnostico non può essere che assai provvisorio e riservato, e non può compromettere il divenire del carattere stesso» (N. Pende, Scienza moderna ecc., p. 339). D'altra parte, l'aspetto morale o etico dell'individuo, pur essendo in differente misura legato alle note dell'habitus, del temperamento, dell'orientazione psicologica, è stimolato,
costruito, modellato dall'azione dell'ambiente e dell'educatore, dall'opera d'autoeducazione che ciascuno più o meno compie su se stesso e, soprannaturalmente, dalla misteriosa opera della Grazia.
Ciò posto, sembra più giusto e maggiormente rispondente ai fini pratici che la b. si propone, di studiare, costituzione (v.) temperamento (v.) dell'individuo, in un sol blocco le caratteristiche sue neuro-psicologiche materiali-immateriali (sensibilità e motilità della vita di relazione, formula dell'equilibrio emotivo, sviluppo e tipo dell'intelligenza) che nel loro insieme costituiscono il terzo elemento o terza faccia del blocco triangolare del biotipo, faccia di natura più squisitamente mista, materiale-immateriale (v. INDOLE), «stato nativo» su CARCERE (v.) dell'individuo, ricco di troppi elementi estrinseci all'organismo fisico e di troppi fattori morali, naturali, e soprannaturali, per rimanere oggetto di studio dell'antropologia biotipologica. L'aspetto morale o etico dell'individuo, pur essendo in via indiretta e in differente misura collegato alle note costituzionali, umorali-funzionali, neuro-psicologiche, è oggetto della morale.
Giuseppe de Ninno