BATTISTA DA CREMA

BATTISTA DA CREMA. - Scrittore e direttore ascetico domenicano, al secolo Carioni, n. a Crema probabilmente verso il 1460. Pare sia MAGI (v.). L'austero domenicano cominciò a diventare noto nel 1519 quando s. Gaetano Thiene, reduce dall'aver cooperato in Roma alla fondazione della Confraternita del Divino Amore, lo scelse, a Vicenza, ove soggiornava, per suo direttore spirituale. Inviò per obbedienza il Thiene prima a Venezia, e nel 1523 a Roma, ove pare lo spingesse alla fondazione dei Teatini. Scelto per confessore da Ludovica Torelli, contessa di Guastalla, convertitasi a vita spirituale, fra' B. andò, con indulto di Clemente VII, ad abitare a Guastalla presso la

Contessa assumendone la direzione spirituale (1529). Dietro suo consiglio la contessa scelse per suo cappellano s. Antonio Maria Zaccaria, fondatore dei Barnabiti (maggio 1530?), che il B. aveva conosciuto a Cremona e dirigeva dal 1528. Nel 1529 la contessa Torelli e fra' B. si trasferirono a Milano, e vi gettarono le fondamenta di due pie associazioni, una di donne e l'altra di sacerdoti, che seguivano un rigoroso metodo ascetico secondo gli insegnamenti spirituali di fra' B. Da tali pie associazioni, per successive evoluzioni ebbero origine le Angeliche e i Barnabiti. La permanenza di fra' B. presso la contessa di Guastalla fu aspramente criticata dai suoi confratelli domenicani e da altri tra i quali Gian Pietro Carafa (poi Paolo IV), ma nel processo intentatosi nel 1530 risultò la sua innocenza. Morì nella notte tra il 2 e il 3 genn. 1537 assistito da s. Antonio Zaccaria.

Fra' B. è noto, oltreché come direttore di anime, anche come insigne scrittore di opere spirituali molto lette ai suoi tempi: La Via di aperta verità, edita la prima volta a Venezia 1523, a insaputa dell'autore, da un suo ammiratore, Gerolamo Regino eremita, zeppa di errori e di deformazioni del pensiero dell'autore, e riedita, in forma corretta, dal B. stesso, probabilmente alla fine del 1524 (ristampa nel 1544-47); Della cognitione et vittoria di se stesso, Milano 1531; Philosophia Divina, ivi 1531, Lo specchio interiore, ivi 1540. Pare gli si debbano anche attribuire i Detti notabili editi a Venezia nel 1583, e che furono già attribuiti a s. Antonio Zaccaria.

L'ascetica di B. è austera, animata da forte spirito combattivo verso se stesso e le proprie passioni, priva di compromessi con la fragilità umana, eminentemente antiegoistica. Sembra però lasciare un poco troppo nell'ombra l'opera della grazia, per far emergere l'opera fattiva e costruttrice della libera volontà. Anche perché da B. è elogiata, forse troppo insistentemente, la dottrina di Cassiano, la sua spiritualità fu accusata di semipelagianesimo, anzi di pelagianesimo. La dottrina è sostanzialmente ortodossa e pura, ma le si possono rimproverare alcune espressioni non troppo felici e divenne sospetta al S. Ufficio per l'abuso che NEGRI, ADA (v.).

Gli scritti del padre B. furono posti all'indice da Paolo IV Carafa nel 1559, condanna confermata dal Concilio di Trento, però con la più mite delle clausole. Riedite in compendio da Serafino da Fermo canonico lateranense, precedute da una Apologia, a sua volta condannata, ritrovata ed edita dal p. Orazio Premoli, le opere del B. furono tolte dall'Indice nel 1900.

BIBL.: O. Premoli, Fr. B. da Crema secondo documenti inediti, Roma 1910; id., s. V. in Enc., Ital., VI, pp. 396-97; id., S. Gaetano Thiene e Fr. B. da Crema, in Riv. di scienze stor., Pavia 1910; id., L'Apologia di Fr. B. da Crema, estratto da Il Rosario (memorie domenicane), 35 (1918); I. Colosio, s. V. in DSp., I, coll. 153-156; id., B. da Crema, autore del «Detti Notabili», in Vita Cristiana, 9 (1937), pp. 171-99; A. Cambie, in L'Osservatore Rom., 21 dic. 1939.
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“BATTISTA DA CREMA.” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 617. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/battista-da-crema.