BATTISTERO. - La parola viene usata da Plinio
il Giovane con il significato di una vasca da bagno (Ep., II, 17, 11) e ancora nello stesso senso viene impiegata da Sidonio Apollinare quale sinonimo di piscina (Ep., II, 2: PL 58, 473). Il diacono Filippo battezzò il ministro della regina Candace nell'acqua che trovò lungo il tragitto fatto insieme (Act. 16, 13-45); s. Giustino scrive che il Battesimo viene dato in un luogo dove c'è dell'acqua (Apol. I, 61: PG 6, 420); così pure Tertulliano (De corona, 3: PL 2, 79)

(fot. Deconelot)
L'impiego essenziale dell'acqua nell'amministrazione del Sacramento fece ispirare le forme architettoniche degli edifici termali pubblici o privati, senza alcuna uniformità, anzi con la più grande varietà; si hanno perciò b. a pianta centrale, circolare, pentagonale, esagonale, ottagonale, a croce greca, con copertura a volta e a cupola, ma tutti indistintamente contenenti nel centro del vano una piscina profonda tra 70 e 75 cm. nella quale si discendeva per mezzo di gradini e dove l'acqua affluiva dall'alto, da agnelli, da cervi, dalle fauci d'un leone, ecc.; nel fondo della vasca era il foro per il deflusso delle acque.
Talvolta adiacenti al b. erano annessi un balneum con piscine per il bagno dei catecumeni, prima dell'immersione rituale, come mostrano gli esempi rinvenuti a Fréjus e a Marsiglia in Francia, o a Gentilah e a Timgad nell'Africa romana, o quelli attestati da documenti per Roma e Ravenna (v. BAGNI).
Il più antico b. conosciuto è attualmente Europa (v.) anteriore al 256 d. C. In alcuni casi sporadici il b. era nell'interno stesso della basilica, come, p. es., in S. Pietro in Vaticano e in S. Crisogono.
Per Roma si hanno oltre il b. monumentale del Laterano (G. B. Giovenale, Il battistero lateranense nelle recenti indagini della Pont. commissione di archeologia sacra,

Nelle cronache dei vescovi di Napoli si parla di un baptisterium fontis maioris e d'un altro fontis minoris, il primo S. Giovanni in Fonte presso S. Restituta (G. Stuhlfauth, Das Baptisterium S. Giovanni in Fonte zu Neapel und seine Mosaiken, in Reinhold Seebergs Festschrift, II, Berlino 1930, pp. 181-212), il secondo presso la Stephania (eretta dal vescovo Stefano).
A Nocera dei Pagani la grande rotonda a colonne contiene una piscina ottagona; in Calabria a S. Severina, la rotonda è pure con colonnato anulare (P. Lojacona, Il b. di S. Severina, in Boll. d'Arte [1934-35], pp. 174-85).
A Milano è del tempo di s. Ambrogio la basilica Baptisterii, a sud della basilica nuova presso S. Tecla, detta sanctus Johannis ad fontes o fons S. Theclae; da Ennodio si conosce il b. di S. Stefano; nel medioevo quello di S. Giovanni era impiegato per gli uomini, l'altro di S. Stefano per le donne. Un gruppo notevole di b. del tipo di Riva S. Vitale in Canton Ticino è quello che si ripete in molti luoghi della Lombardia (F. Reggioni, Dieci b. lombardi minori dal sec. V al sec. XII. I monumenti italiani. Rilievi raccolti a cura della R. Accademia d'Italia, I, Roma 1935). Ad Albenga e a Ventimiglia si ha la forma ottagonale (G. De Angelis d'Ossat, I b. di Albenga e di Ventimiglia, in Boll. delle R. Deputazioni di Storia patria per la Liguria, 1936).
A Ravenna si conservano due b.: quello eretto presso la Cattedrale dal vescovo Neone (ca. 458) e quello di S. Maria in Cosmedin, costruito dagli Ariani sotto Teodorico. A Cividale il b. era del tempo del patriarca Callisto (737), ad Aquileia con 5 gradini nella piscina. A Parenzo il b. ottagonale con piscina esagonale è opera come il Duomo del vescovo Eufrasio (ca. 530); anche a Salona il b. era ottagono con piscina quadrata.
La Francia meridionale offre una serie di antichi b. di grande importanza architettonica, con pile di colonne che sostenevano le volte o la cupola, come ad Aix in Provenza, ad Angers, a Baptiste, a Fréjus, a Le-Puy, a Marsiglia, a Riez, a Saint-Rémy. Esagonale è la piscina a Lemenc
(Chambéry); quadrata ad Aire sur l'Adour; a croce latina a Grenoble in S. Lorenzo; cruciforme a Montcaret (Dordogne).
In Spagna il b. di Calahorra fu eretto, a testimonianza di Prudenzio (Perystephanon, 8) sul luogo del martirio dei ss. Emetero e Celidonio. Gregorio di Tours ricorda come in una città del Portogallo c'era un ricco b. a forma di croce riccamente rivestito di marmi (De gloria martyr., I, 24: PL 71, 725).
In Albania a Butrinto il b. è rotondo; in Grecia a Navarino è ottagono con portici, a Gerusalemme il pellegrino di Bordeaux vedeva già nel sec. IV il balneum dietro la basilica dell'Anastasis dove infantes lavantur (P. Geyer, Itinera Hierosolymitana, Vienna 1898, p. 23). Recentemente ad 'Ajn el-Ma'mūdūjch presso Hebron si è trovato un b. rotondo (A. M. Steve, Le désert de Saint-Jean près d'Hebron, in Revue Biblique, 53 [1946], pp. 547-75). Nella Siria una serie di b. è ora studiata da J. Lassus, Sanctuaires chrétiens de Syrie, Parigi 1947, passim.
Eusebio accenna le costruzioni supplementari della basilica di Tiro in Fenicia per coloro che devono essere purificati nell'acqua e nello Spirito Santo (Hist. Eccl., 4: PG 20, 808).
In Egitto nella basilica bizantina di Abū Mīnā il b. è all'esterno quadrilatero, e ottagono all'interno; a Luqsor è absidato con vasca tronco-conica; a Medamūd è con vasca rotonda. Assai numerosi sono gli esempi di b. nell'Africa romana da Cartagine a Uppenna, da Scefetula, da Hammām el-Lif a Tebessa, da Gemilah a Tigzirt, da Tipasa a Castiglione, da Timgad ad Annonna, ecc. Sono nelle forme più avariate, con tegurium sostenuto da quattro colonne, con ricca decorazione musiva.
Enrico Josi
DECORAZIONE DEI B. PALEOCRISTIANI. - I riti dell'iniziazione cristiana antica ebbero un influsso non


Basta un semplice raffronto fra l'iconografia del b. di Dura Europa e quello di S. Giovanni a Napoli, per rilevare come, a più di un secolo e mezzo di distanza l'uno dell'altro, i due monumenti si ispirano di un quasi identico repertorio iconografico: il cielo stellato, il Buon Pastore, ed una scelta di scene bibliche di cui le une alludono al grande avvenimento pasquale: la Resurrezione, e le altre alle acque del Battesimo. A Napoli si notano inoltre: le scene con significato eucaristico e la Traditio legis, mentre le croce monogrammatica ne illumina il cielo, richiamando in mente tanto l'illuminatio quanto la consignatio nel nome di Cristo. Degno di nota è che mentre le basiliche e i martyria preferiscono come centro del cielo stellato la croce, i b. invece vi iscrivono spesso il monogramma di Cristo. Ultime figure che fanno parte di questo repertorio primitivo sono gli Apostoli e gli Evangelisti, come continuatori dell'opera di Cristo.
I temi forniti dall'ulteriore sviluppo dell'iconografia battesimale stanno anch'essi nella stessa linea ideologica: i cervi alla sorgente, l'acanto, le croci, l'agnello divino, le colombe, l'albero della vita, i quattro altari con i libri dei Vangeli, il Battesimo del Signore, le corone e i seggi che aspettano in paradiso, tutto allude ad uno dei concetti fondamentali già presenti fin dall'origine. L'aspetto negativo del Battesimo, cioè la remissione dei peccati, tante volte ricordato nelle iscrizioni, è raramente ricordato. L'attenzione si è diretta molto di più ai tratti positivi dell'illuminazione di sigillo e di rigenerazione che rivaleggiano con i concetti di pace e di rinfresco. Con l'andar del tempo, come è il caso a Ravenna, i temi più notevoli verranno combinati tra loro in un insieme solidamente costruito, in cui gli intenti ieratici e liturgici raggiungono il loro pieno effetto.
I b. DAL VII SEC. - Le forme architettoniche degli edifici a sistema centrale adoperate in prevalenza per i b. e che dal periodo paleocristiano al sec. VII s'erano evolute secondo un processo che era di semplificazione rispetto ai modelli dell'architettura classica e di accoglimento di alcuni dei valori essenziali - soprattutto i valori illuministici - dell'arte orientale, appunto tra il sec. VIII e il IX assumono in alcune regioni italiane inflessioni nuove. Ciò avviene soprattutto nell'Italia settentrionale, in quei territori cioè ove da un lato erano meno incombenti i modelli antichi e meno diretti gli influssi orientali e dall'altro più vivi i contatti con il centro Europa già allora in pieno fervore di vita culturale e spirituale. Così mentre in Calabria il b. di S. Severina, presso Catanzaro (sec. VIII), ha una cupola a spicchi impostata su otto colonne e controbilanciata dalla volta del deambulatorio, ripete uno schema architettonico bizantino, che non ebbe ulteriori sviluppi fra noi, nell'Italia settentrionale si vanno lentamente elaborando quelle forme che nel sec. IX nel b. di Agliate, e quindi più tardi in quelli di Biella della Pieve di Galliano presso Cantù, che è dell' XI, realmente precludono le forme dell'età romanica. Costruzioni, le ultime citate, sempre a sistema centrale con una cupola impostata su masse plastiche all'esterno nettamente scandite mentre negli interni si ha il senso di uno spazio ritmicamente concluso entro complesse eppure logiche forme di pietra. Anzi qui in Italia nel periodo romanico, specie nel settentrione, i numerosi b. riprendono e svolgono i medesimi temi architettonici, precedentemente apparsi negli edifici cui si è accennato, con quella maggiore libertà e compiaciuta bravura nel porre e risolvere anche difficili problemi di tecnica struttura che sono propri dell'età.
Tuttavia alcuni b. dell'età romanica sviluppano anche temi abbastanza semplici quale quello di una aula poligonale, talvolta con nicchie od absidi sporgenti, coperta di una cupola. Così a Lenno (Como), a Novara presso la Cattedrale, a Ventimiglia e soprattutto a Cremona. Qui però la vasta cupola a sesto acuto dà un senso di largo respiro e le archeggiature del primo ordine, e le finestre dei due superiori accennano ad un tema che certo deriva da più complessi modell
i. Cioè da quegli edifici - nel nostro caso sempre b
nei quali le strutture erano distinte in due vani concentrici da colonne o pilastri talvolta sormontati da loggiati; allora la cupola era impostata sulle mura del vano centrale che a Cremona sono come respinte verso la parete perimetrale. B. costruiti tra il sec. XI e il XII con colonnati, matronei o loggette si trovano ad Arzago, ad Agrate Conturbia, ad Asti ove il b. è ottagono con un vano centrale coperto da una cupola che s'imposta su di un alto tamburo sorretto da gravi colonne con caratteristici capitelli cubici.Nel b. di Concordia Sagittaria (Verona) che è una costruzione a sistema centrale con piccole absidi, elementi bizantini si accostano a quelli più tipicamente lombardi.
Di particolare interesse per la storia delle forme architettoniche sono anche: il b. che è presso la cattedrale di Ascoli Piceno, costituito da un elemento cubico inferiore e da un ottagono che nasconde la cupola, e, il più famoso di tutti, il b. di Firenze. La quale costruzione ottagona (con una «scarsella» o vano rettangolare che s'apre nella parete di fronte alla porta
del Ghiberti detta del Paradiso e che nel 1202 sostituì un'abside) è indubbiamente un edificio molto antico sorto su costruzioni romane. Tuttavia, a parte i resti delle costruzioni romane, quanto in esso oggi si vede non appare anteriore all'età romanica, né gli scavi condotti anche in epoca recente hanno del tutto chiarito il precedente aspetto della costruzione. Qui è mirabile il rivestimento sia esterno che interno a marmi intarsiati e nell'interno la decorazione a musaici della volta della «scarsella» e della cupola, opera del sec. XIII, nonché il fonte battesimale del 1371 che sostituì quello dantesco. E ciò rammentando appena di sfuggita il pavimento a tarsie marmoree, il monumento all'antipapa Giovanni XXIII di Donatello e Michelozzo e le tre porte famose, quella di Andrea da Pontedera e le altre due del Ghiberti. Il b. di Pisa, iniziato nel 1153 da un architetto Diotisalvi, ha due cupole incastrate una dentro l'altra. La decorazione esterna, cui contribuì anche Giovanni Pisano, fu proseguita nel corso del sec. XIV; nell'interno il fonte è opera di Guido Bigarelli (1245) mentre il pulpito venne firmato dal grande Nicola Pisano l'anno 1260. Ha carattere ancora romanico (la cupola è cinquecentesco) anche il b. ottagono di Volterra cominciato a costruire nel 1283 da un Giroldo da Como o da Lugano, e sono ottagoni ma in forme gotiche anche il b. di Pistoia cominciato nel 1337 da Cellino di Nese su disegno di Andrea Pisano - e quello di Parma che, cominciato a costruire nel corso del sec. XII, venne ricoperto durante il Duecento da una cupola molto slanciata a sesto acuto con costoloni pronunciatissimi. Caratteristica a Parma la decorazione esterna a loggiati sovrapposti e bellissima, nell'interno, la decorazione pittorica duecentesca, con rappresentazioni del Vecchio e Nuovo Testamento. Il b. del duomo di Siena invece è in un edificio che forma come la cripta del Duomo, servendo di base al suo prolungamento dalla parte dell'abside. Sorse nel corso del sec. XIV. All'interno è un'aula rettangolare, divisa in tre navate da due pilastri, con volte ogivali e un abside poligonale. Il fonte esagonale è una creazione di Iacopo della Quercia, ma vi hanno collaborato in piena armonia vari scultori, tra cui Donatello e il Ghiberti. Esso è uno dei capolavori della scultura toscana agli inizi del sec. XV.
Con il Quattrocento svanisce del tutto l'uso di costruire edifici fonte battesimale (v.). Ora che s'è perduto anche il ricordo del Battesimo per immersione, il fonte, divenuto una vasca sormontata da una riserva d'acqua, viene collocato in una cappella quasi sempre presso l'ingresso della chiesa o soltanto in una delle navate laterali talvolta a ridosso del muro o di un pilastro, tal'altra un poco sopraelevata nel mezzo della navata stessa o sotto uno degli archi che la separano dalla navata mediana. Così, ad es., nel duomo di Orvieto ove il fonte battesimale è costituito da una vasca di marmo rosso sostenuta da otto leoni accosciati, opera cominciata nel 1390 da Luca di Giovanni Senese, continuata da Pietro di Giovanni da Friburgo e da un Cristoforo Teutonico e quindi ultimata da Iacopo di Pietro Guidi nel 1403, mentre la piramide ottagonale, sormontata da una statuetta del Battista, è firmata e datata da Sano di Matteo.
Da quando il fonte battesimale venne posto nell'interno delle chiese gli ambienti che lo accolgono non differiscono, architettonicamente parlando, dalle altre cappelle tanto più che, molte volte, nello stesso b. v'è un altare e il fonte è posto non nel mezzo del vano, così che il carattere dell'ambiente è FONTE (v.).
Famoso tra i b. dell'età barocca quello della basilica di S. Pietro a Roma architettato da Carlo Fontana, con il fonte formato da una vasca di porfido che fu già il coperchio del sarcofago di Ottone II nella antica basilica Vaticana. La copertura in bronzo dorato è opera dello stesso Fontana (1698).
Interessante per il carattere unitario la cappella adibita a b. nella basilica di S. Maria in Trastevere, opera di Filippo Raguzzini poi rinnovata al tempo di Benedetto XIV. Talvolta il b. è in un ambiente contiguo sebbene distinto dalla chiesa, così nella basilica di S. Maria Maggiore in un'aula rettangolare presso l'antisagrestia architettata da Flaminio Ponzio (1605) che fu già coro dei canonici. Il fonte formato da una vasca di porfido adorna di metalli dorati e di una statuetta del Battista fu eseguito su disegno di Luigi Valadier al tempo di Leone XII. Le pitture della volta sono del Passignano, l'Assunta sull'altare è opera di Pietro Bernini (1606-11).
Il tema architettonico del b. per il motivo della vasca posta al centro di un ambiente relativamente piccolo offre agli architetti moderni possibilità notevolissime di eleganti soluzioni.-Vedi Tavv. LXVI-LXVII.