BATTISTI. - Alcuni autori fanno rimontare l'origine della loro setta alle origini del cristianesimo, asserzione respinta da tutte le altre sette. Non manca chi li suole allacciare agli anabattisti del sec. XVI, opinione però rigettata dalla maggior parte dei b. Prescindendo da queste due opinioni, comunemente si è d'accordo circa le origini dei b. inglesi e dei b. americani.
I. B. INGLESI. - È certo che al tempo di Enrico VIII (1509-47) e di Edoardo VI (1547-53) si trovavano degli anabattisti in Inghilterra; di questi parecchi furono condannati a morte per la loro dottrina (1535, 1539, 1550) e altri lo furono sotto la regina Elisabetta (1558-1603). Molti b. inglesi non riconoscono la loro origine da questi primi anabattisti inglesi, ma la cercano altrove. Verso la fine del regno di Elisabetta e al principio di quello di Giacomo I (1603-25) la persecuzione della Chiesa ufficiale d'Inghilterra costrinse molti non conformisti ad esulare, e alcuni si ritirarono in Olanda. Tra costoro si trovavano J. Smyth e T. Helwys i quali, trattando con i mennoniti, si persuasero che il Battesimo ricevuto nella loro infanzia era invalido; si fecero perciò ribattezzare e fondarono, insieme con alcuni altri inglesi che li imitarono, la prima Chiesa battista inglese in Amsterdam ca. il 1608. L'Helwys ritornò con alcuni compagni in Inghilterra nel 1611 e vi stabilì la cosiddetta prima Chiesa battista in territorio inglese. Durante il regno di Giacomo I e di suo figlio Carlo I (1625-49) e le turbolenze che li accompagnarono, i b. si svilupparono benché perseguitati da puritani, indipendenti e anglicani. Cromwell (1649-58) non li molestò. Dopo la restaurazione della monarchia furono perseguitati come tutti gli altri non-conformisti ed in questo tempo si rese celebre lo scrittore John Bunyan. L'atto di tolleranza del 1689 concesse loro maggiore libertà. Ma già serpeggiava tra essi la scissione tra i b. generali, detti anche arminiani o aperti, che professavano la dottrina arminiana della redenzione generale e ammettevano alla Cena tutti quelli che si presentavano, ed i b. particolari, detti anche calvinisti o chiusi, che tenevano la dottrina calvinista della
redenzione limitata ai soli eletti e solo ammettevano alla Cena i seguaci della propria sètta.
Delle altre divisioni dei b. inglesi solo si cita la sètta dei b. del 7° giorno che professava doversi consacrare al Signore il sabato e non la domenica e la setta dei b. di libera volontà (Free Will Baptists) che praticavano la lavanda dei piedi ed ungevano gli ammalati.
II. B. AMERICANI. — La prima Chiesa battista americana non ha nessuna relazione con i b. inglesi. W. Rogers (1599-1683), ministro anglicano, aderì ai non-conformisti. Perseguitato dall'arcivescovo Laud emigrò nel 1631 nel Massachusetts e per alcuni anni fu ministro puritano. Insofferente del sistema ecclesiastico e civile stabilito in quella colonia, lo criticò apertamente così che fu scomunicato e si rifugiò fuori della colonia, nel Rhode Island dove fondò la città di Providence. Nel 1638 si persuasiò che il Battesimo ricevuto nell'infanzia era invalido e si fece battezzare da un compagno suo, Ezechiele Hollyman, al quale egli subito dopo amministrò pure il Battesimo. Alcuni imitarono quest'esempio e così fu fondata la prima Chiesa battista in America, di dottrina calvinista, la quale dopo poco tempo venne in contatto con alcuni b. generali o arminiani che emigrarono in America, continuandosi nelle colonie inglesi la divisione che serpeggiava nella madre patria.
Presto lo spirito indipendente dei coloni fu causa di altre scissioni. Nel 1653 dalla Chiesa del Rogers fondata in Providence, si separarono i «b. dei sei principi» cioè di coloro che oltre le dottrine comuni accettarono come dottrine fondamentali i sei punti indicati da s. Paolo nell'epistola agli Ebrei (6, 1-2): pentimento, fede, Battesimo, imposizione delle mani, risurrezione dei morti e giudizio eterno. Nel sec. XVIII alcuni b. vollero stabilire associazioni d'insegnamento religioso, di missioni, ecc., alle quali si opposero altri b., ritenendole contrarie alla S. Scrittura. I primi si chiamarono «b. separati o nuove luci» e gli altri «b. regolari o vecchie luci». Nel 1806 un ministro battista, D. Parker, diede origine ai «b. di due semi nello spirito» a quelli cioè che professavano esservi nell'uomo due semi spirituali, uno infuso da Dio, l'altro dal demonio, risuscitando in parte le dottrine del manicheismo.
Ma la grande divisione dei b. americani avvenne sul problema occasionato dalla schiavitù. Quelli del nord erano contrari ad essa, favorevoli invece quelli del sud; questa differenza di opinioni causò la scissione del 1844-45, ancora non ricomposta, tra b. del nord (Northern Baptist Convention) e b. del sud (Southern Baptist Convention). Negli Stati del sud l'intensa propaganda dei b. converti moltissimi negri (nel 1936 erano più di 3.000.000) i quali, per evitare attriti con i bianchi, nel 1895 formarono tra di loro la Convenzione nazionale battista degli Stati Uniti d'America (National Baptist Convention of U.S.A.) che coltiva molte missioni fra i negri delle Antille, della Liberia e di altre parti dell'Africa. Nel censimento ufficiale degli Stati Uniti essi sono tutti raggruppati separatamente con il nome di «negro baptists».
III. DIVISIONI
I b., inglesi e americani, sono divisi in più di 20 sètte. Il protestante italiano Di Silvestri Falconieri nel suo opuscolo Questioni Battesimali ne enumera alcune da noi citate nelle pagine anteriori: b. calvinisti, b. congregazionalisti, vecchi b., b. primitivi, b. del libero arbitrio, b. dei sei principi, i tunkers, i campbelliti o b. riformati, i se-b., b.aperti, b. chiusi, b. del settimo giorno, b. scozzesi, b. unitari, b. particolari, b. generali, b. della nuova connessione, credenti b., e non si sa quante altre denominazioni di b. esistano o sorgano tutti i giorni... Non ci si trova, in sostanza, «di fronte ad una Chiesa, anzi l'idea di Chiesa è realmente sparita, ma si tratta di associazioni volontarie, di Confraternite, di Congregazioni di credenti a modo loro, tutti adulti, s'intende, pronti a dividersi sopra una lieve discrepanza qualsiasi, i quali non hanno di comune che l'errata idea di non conferire il Battesimo ai bambini e ribattezzare coloro che da bambini lo ebbero» (Di Silvestri-Falconieri).
IV. DOTTRINA
I b. riducono l'autorità delle loro confessioni di fede a semplici dichiarazioni alle quali nessuno è obbligato ad assentire se non sono conformi alle proprie convinzioni. In cambio danno molta importanza ai convegni che si fanno nelle singole Congregazioni, nei quali i membri delle singole Chiese volontariamente si obbligano a determinati schemi di dottrina e di disciplina. Nonostante tale ampia libertà, quasi tutti i b., sia per tradizione sia per solidarietà, convengono in alcune dottrine. Tali sono: l'invalidità del Battesimo dei bambini e la necessità di ribattezzare coloro che da bambini lo ricevettero; il Battesimo dev'essere d'immersione; ogni singola Chiesa o Congregazione dev'essere indipendente e fare da sé, e deve esservi assoluta separazione tra Chiesa e Stato.V. MISSIONI DEI B
I b. inglesi, dopo secoli di sopore, iniziarono le loro missioni nell'India alla fine del sec. XVIII con Guglielmo Carey, e gli Americani al principio del sec. XIX nella Birmania con Adoniram Judson, e al presente formano una delle sètte che sostiene più missioni e missionari. Basti indicare che non solo lavorano in quasi tutti i popoli pagani, ma hanno esteso le loro missioni a nazioni protestanti (Germania, Paesi scandinavi, ecc.) e cattoliche (Italia, Francia, ecc.); anzi in alcune nazioni hanno formato centri che alla loro volta hanno intrapreso nuove missioni. Tra le 45 sètte o società missionarie battiste, il maggior numero procede dagli Stati Uniti, dall'Inghilterra e dai domini britannici, ma anche dalla Germania, Danimarca, Svezia, Norvegia, Brasile, Cina e Giappone.VI. MISSIONI BATTISTE IN ITALIA
In Italia i b. inglesi penetrarono nel 1866 e dopo avere fondato varie stazioni le cedettero nel 1923 ai b. americani del sud, con 12 pastori nazionali, 16 Congregazioni e 8 chiese. Ma E. Clarke, che dirigeva la stazione della Spezia, non si conformò a tale decisione e continuò la sua opera col nome di «Missione indipendente della Spezia».I b. americani del sud vennero in Italia nel 1869, pochi anni dopo gli Inglesi, e vi durano ancora con più di 50 chiese o cappelle e una trentina di paesi regolarmente visitati.
BIBLI: A. Taylor, History of the English General Baptists, Londra 1818; Ph. Schaff, The Creeds of Christendom, 3 voll., Nuova York 1877; S. B. Titterington, A Century of Baptist Foreign Missions, Filadelfia 1891; Seventh Day Baptists Handbook, Plainfield N. J. 1896; C. A. Ramsey, Histoire des Baptistes, Neuchâtel 1897; J. C. Carlile, The Story of the English Baptists, Londra 1903; D. G. Whittinghill, E. Y. Mullins, G. B. Taylor, I. B., Roma 1913; J. A. Rushbrooke, The Baptist Movement in the Continent of Europe, Londra 1915; P. Chimilleri, The Baptists in Italy, Nashville 1923; Fr. Di Silvestri-Falconieri, Questioni Battesimali, Roma 1931; J. I. Parker, Directory of World Missions, Nuova York 1938; U.S. Department of Commerce, Bureau of the Census, Census of Religious Bodies 1936, Bulletin N. 28 Baptist Bodies, Washington 1939; H. H. Pullen, The Spezia Mission for Italy, Seattle Washington, Camillo Crivelli