BAXTER, RICHARD

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BAXTER, RICHARD. - Teologo protestante inglese, n. a Rovton nel 1615, m. nel 1691. Fu ordinato ministro anglicano nel 1638, ma non abbandonò le dottrine non-conformiste della sua famiglia. Dal 1641 al 1662 fu pastore a Kidderminster, dove lavorò con tanto frutto da trasformare quel villaggio. Pur con le sue idee non-conformiste, celebrò il ristabilimento della monarchia. Dal re Carlo II (1660-85) fu nominato suo cappellano, anzi nel 1660 gli fu offerta la sede episcopale di Hereford, che non accettò. L'anno seguente intervenne alla conferenza celebrata nel palazzo di Savoy per la revisione del *Prayer Book*. Nel 1662 non avendo aderito all'« Uniformity Act», con il quale tutti i ministri anglicani dovevano conformarsi al nuovo *Prayer Book*, fu privato della sua parrocchia di Kidderminster, ed ebbe a soffrire molte persecuzioni. Con l'avvento al trono del re Guglielmo III, nel 1688, finirono i suoi guai, e quando morì, i non-conformisti piansero uno dei principali loro capi. Fu incredibile l'attività letteraria del B.

I suoi importanti *Practical Works*, da soli, formano 4 voll. in-fol.; vennero poi ristampati in 23 voll. in 80, e costituiscono un'importante collezione di casistica, di polemica e di teologia positiva e morale. Molta fama gli venne anche dal suo trattato sulla *Dimora eterna dei Santi* (voll. 22 e 23), del quale buona parte venne soppressa in tutte le edizioni stampate dopo la restaurazione, per aver egli collocato tra i beati alcuni personaggi defunti contrari alla monarchia. La dottrina chiamata baxteriana insegnò che la grazia comune è data a tutti, ma ha bisogno di un'altra grazia speciale per essere effettiva in ordine alla salvezza: la elezione e la riprovazione non si devono attribuire allo stesso modo a Dio, il quale elegge, ma non gli si può imputare il peccato che produce la riprovazione; Cristo morì per tutti e per questo a tutti, ma non nello stesso modo, è fatto l'invito. Come si vede il B. si separa in questo dalla dottrina calvinista, ma in altri punti la professa chiaramente. Quasi prevedendo gli sforzi che secoli dopo si dovevano fare per l'unione delle Chiese, il B. scrisse: *The True and Only Way of Concord of all the Christian Churches* (Londra 1680). Per lui la prima condizione sarebbe sapere il Credo, l'Orazione domenicale ed il Decalogo. Nella Chiesa unita, ai magistrati civili spetterebbe di determinare quali religioni si debbano approvare, quali tollerare o respingere; ai soli ecclesiastici (vescovi o semplici ministri) ordinare i candidati, ed alle singole comunità scegliere il proprio pastore, ecc. Tra gli scritti molteplici del B. ce ne sono alcuni fortemente anti-cattolici. Il baxterianismo ebbe molti avversari; uno di questi, Tommaso Edwards, non dubitò di stampare nel frontespizio del suo libro, *Baxterianismo svelato*, il seguente distico: «Fronte nel apparet, tegitur sed ventre venenum; Mellique, sub cauda toxica mixta iacent».

BIBL.: R. Baxter, *Reliquiae baxterianae* (autobiografia), ed. di M. Sylvester, Londra 1666; T. Edwards, *The Paraclete di mannelled of her Cloud, or Baxterianism Barefaced*, ivi 1699; W. Ormes, *Life and Times of R. ivi 1830*; F. I. Powicke, *Life of R. B. ivi 1924*; A. R. Ladel, *R. B. Puritan and Mystic*, ivi 1925; J. T. Wilkinson, *R. B. and Margaret B. ivi 1928*. Camillo Crivelli