BENVENUTO DI GIOVANNI

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BENVENUTO di GIOVANNI. - Figlio di Meo del Guasta. Pittore senese. N. il 13 sett. 1436, m. ca. il 1518; la sua attività è largamente documentata da numerosi ricordi d'archivio e da un cospicuo gruppo di opere firmate e datate.

A 17 anni collaborava con il Vecchietta, suo maestro, agli affreschi del S. Giovanni di Siena (Due miracoli di s. Antonio): ma le sue prime opere interamente autografe e datate sono due tavole nella galleria di Volterra, del 1466.

Del 1475 è lo smagliante trittico della chiesa di S. Michele del Arcangelo a Montepertuso (Murlo), mentre la pala con lunetta che i frati di S. Domenico di Siena gli pagarono nel 1483 è tra le più significative composizioni che concludono il suo primo periodo, caratterizzato da una squisita freschezza di colore e da un modellato estremamente nitido, nel quale si avvertono anche echi del Sasso-setta e sottili eleganze prossime a Noreccio.

Nella grandissima Ascensione, firmata e datata 1491, nella pinacoteca di Siena, il suo stile appare già mutato: le forme si fanno più larghe e pesanti, il modellato assume una secchezza geometrica, e il colore s'intorbida: influssi umbri si notano nel paesaggio e nell'espressione patetica delle figure. Tra le opere datate dell'ultimo periodo van ricordate l'Assunzione del Metropolitano Museum di Nuova York (1498), la grande ancona in S. Lucia a Sinalunga (1509), e una lunetta con il Ritorno di Gregorio XI da Avignone nel museo di Pie Disposizioni di Siena (1501), particolarmente interessante per la rarità del soggetto. All'arte piccole, aggraziate Madonne si trovano in musei d'Europa e d'America. B. eseguì pure i cartoni per varie scene e figure del pavimento a tarsia del duomo di Siena, dove dipinse i grandi santi a monocrorno nel tamburo della cupola. Sono invece perduti gli antifonari che nel 1482 minò per l'Opera del duomo di Siena. Il figlio Girolamo (n. nel 1470) ne continuò con minor vigore lo stile.

BIBL.: E. Jacobsen, Das Quattrocento in der Gemäldegalerie zu Siena, Strasburgo 1908, pp. 68-76; G. F. Hartlaub, Matteo da Siena und seine Zeit, ivi 1910, passim; R. Van Marle, The development of the ital. Schools of painting, in L'Aja, 16 (1937), pp. 391-441; G. H. Edgell, A History of Sienese Painting, Nuova York 1932, pp. 251-55.