BRENTANO, Franz. - Filosofo, n. a Marienberg presso Boppard sul Reno il 16 genn. 1838 da famiglia cattolica di origine italiana, m. a Zurigo in Svizzera il 17 marzo 1917. Ordinato sacerdote nel 1864, ottenne nel 1866 l'abilitazione presso l'Università di Würzburg; nel - 1873 , in seguito alle controversie intorno alla infallibilità pontificia, abbandonò la Chiesa e visse fuori di ogni confessione ma conservando sempre una viva fede in Dio. Passato all'Università di Vienna, per l'aggressarsi di una cecità progressiva lasciava l'insegnamento e si ritirava a Firenze da cui doveva esulare quando l'Italia dichiarò guerra all'Austria.
Il B. fu maestro di una efficacia eccezionale che faceva riversare attorno alla sua cattedra turbe di studenti. Dalla sua formazione ecclesiastica egli attinse e conservò un forte attaccamento per l'aristotelismo che ebbe agio di approfondire alla scuola di Adolfo Trendelenburg a Berlino. Pregevoli sono ancor oggi i suoi primi lavori di esegesi aristotelica: Von der mannigfachen Bedeutung des Seienden nach Aristoteles (Friburgo in Br. 1862); Die Psychologie des Aristoteles insbesondere seine Lehre vom NÜTE
POIHTIKO (Magonza 1867); Aristoteles' Leire vom Ursprung des menschlichen Geistes (Lipsia 1911): aspra e vigorosa critica allo Zeller, come nuova ed. del precedente Über den Creationismus des Aristoteles (Vienna 1882); Aristoteles und seine Weltanschauung (Lipsia 1911). Nella controversia sulla natura, origine e unità dell'intelletto nell'uomo, il B. difende con acume e calore l'interpretazione tomista.
Nell'ambito della filosofia teoretica, più che costruire un sistema, il B. si limitò all'analisi di alcuni problemi fondamentali di cui ricostruiva la trama e sviscerava le esigenze attraverso l'esame e la critica delle soluzioni precedenti soffermandosi di preferenza sui problemi della conoscenza. In un'epoca in cui dominava il positivismo comitato con i suoi successi nelle scienze sperimentali, egli si propose di dare alla filosofia la rigorosità del metodo e l'evidenza delle conclusioni di cui gode la scienza: còmpito che spiegò nell'opera maggiore, la Psychologie vom empirischen Standpunkt (1a ed., Lipsia 1874, per la parte 1a). In essa, lasciando da parte le questioni puramente metafisiche sulla natura dell'anima e delle facoltà, il B. definì la psicologia come la «scienza dei fenomeni psichici» e le assegnava per metodo l'analisi fenomenologica ovvero la descrizione degli atti e delle funzioni di coscienza; perciò psicologia descrittiva o «psicognosia fenomenologica». Il fenomeno «psichico» è l'atto cosciente e si distingue dal «fisico» per le proprietà che il B. richiamando di «intenzionalità» (v.), inesistenza intenzionale di un oggetto, in quanto tale atto dice sempre «relazione ad un oggetto». La intenzionalità è comune agli atti del conoscere come a quelli del desiderare e del volere (contro Hamilton che la limitava ai primi): nella rappresentazione è rappresentato qualcosa, nel giudizio è ammesso o rigettato qualcosa, nell'amore è amato, nell'odio odiato, nel desiderio desiderato qualcosa. Ciò che si conosce, si ama, ecc. è detto oggetto primario, mentre l'atto del conoscere, dell'amore, ecc. oggetto secondario. Quanto alla struttura dell'atto, il B. distingueva un percepire «modo reato» che è la coscienza dell'atto che è diretta ed immediata, ed un percepire «modo obliqio» che riguarda la relazione al contenuto a cui si riferiscono le variazioni osservabili di spazio e di tempo. Perciò il B. negava l'immediata percezione del mondo esterno ed ammetteva la possibilità del solipsismo. Analoghe oscillazioni si riscontrano nelle sue posizioni dei problemi etici, metafisici, religiosi, fra l'attaccamento alla sapienza antica e la tentazione delle soluzioni moderne in cui affondò anche la sua fede.
L'opera del B. fu di stimolo per originali ricerche da parte dei suoi discepoli in tutti i campi della filosofia operando un vero rinnovamento della cultura tedesca: Chr. von Ehrenfels, A. Meinong, A. Marty, St. Witasek elaborano la teoria della «Gestaltqualität»; il predilettato Stumpf ebbe per assistenti W. Köhler e K. Koffka costruttori con M. Wertheimer della «Gestaltheorie» che ha rivoluzionato la psicologia contemporanea; E. Husserl si volse alla «fenomenologia pura» o eidetica. In Italia è visibile l'influsso del B. nello spiritualismo di F. De Sarlo (v.).