BROEDERLAM, MELCHIOR. - Pittore fiammingo-borgognone, n. a Ypres; se ne hanno documenti dal 1381 al 1409. Fu uno dei principali artisti alla corte dei duchis di Borgogna, dove, nel 1385, diventò «valet de chambre» di Filippo l'Ardito. Sviluppatosi sotto l'influsso dei miniaturisti parigini e borgognoni, nonché della pittura italiana e fiamminga, preparò in van Eyck (v.).
Molte opere, anche della sua attività ritrattistica, sono perdute; rimangono però i famosi dipinti per l'altare della Certosa di Champmol (museo di Digione; le sculture sono di Jacques de Barez). L'altare è databile fra il 1392 e il 1399 e le sue pitture rappresentano l'Annunciazione, la Vitisazione, la Presentazione al Tempio, la Fuga in Egitto. Esse sono uno dei più preziosi documenti del tardo gotico, già pieno di piccoli temi naturalistici; e sono quindi fini esempi dello «stile internazionale-cortese», che anche per merito del B. si estese alla pittura italiana del principio del '400. Nella collezione Mayer van den Berg ad Anversa si trovano due tavole (Nascita di Cristo e Adorazione del Bambino) che sono della cerchia del B. e furono, senza sufficienti argomenti, assegnate all'altare di Champmol. Anche l'attribuzione di un disegno nel museo di Basilea non è sicura. - Vedi Tav. IX.
BROEDERLAM, MELCHIOR
BIBL.: A. Michiels, Histoire de la peinture flamande, II, Parisi 1866, pp. 32-52; H. Bouchot, Les primitifs français, ivi 1904, pp. 138-39; P. Durrieu, s. V. in Thieme-Becker, V. p. 48; P. Toesca, La pittura e la miniatura nella Lombardia, Milano 1912, p. 456; H. Fierens-Gevaert, Histoire de la peinture flamande, Parigi 1927, p. 28 sq.; A. Weese, Skulptur und Malerei in Frankreich im 15. u. 16. Jahrhundert, Wildpark-Potsdam 1927, p. 92 sq.; P. A. Lemoigne, Die gotische Malerei Frankreichs, Firenze-Berlin 1931, p. 46 sq.; P. Weescher, in Old Master Drawings (disegno di Basilea), 12 (1937), p. 6.; Ch. Sterling, La peinture française, Parigi 1938, passim; L. Réau, La peinture française, Bernard Degehnart.