CALANDRELLI, ALESSANDRO. - Studioso di scienze militari, n. a Roma l'8 ott. 1805, m. ad Albano Laziale nel 1888. Ufficiale di artiglieria, riorganizzò la scuola pontificia di artiglieria; di idee e di condotta politica moderata nel periodo riformistico di Pio IX, partito il Pontefice per Gaeta a seguito dei luttuosi casi dei 15 e 16 nov. 1848, il C. rimaneva in servizio, accettava il grado di maggiore di artiglieria, ed entrava come sostituto nel dicastero delle Armi (17 febbr. 1849), lo reggeva ad interim, sedeva deputato per Roma nell'Assemblea Costituente, e preparava con perizia tecnica la resistenza contro i francesi. Dopo aver partecipato alle operazioni dall'assedio, fu dal Governo Pontificio escluso dall'esercito come capo di corpo rimasto al servizio del regime rivoluzionario. Sortì gravi sospetti politici sulla sua persona il C. veniva, quindi, arrestato il 3 ott. 1849, e per i documenti sequestratigli e per corresponsabilità in violente perquisizioni ai danni di enti religiosi e di privati, il 23 maggio 1851 veniva condannato dalla Sacra Consulta a venti anni di opera pubblica, e perché militare, a morte per alto tradimento. Tali condanne da Pio IX il 19 ag. furono commutate in venti anni di carcere da scontarsi nel bagno di Ancona; una ulteriore commutazione sopravvenuta nel 1853 consentì al C. di andarsene in perpetuo esilio. Da allora in poi visse molto lavorando e studiando a Berlino. A Roma tornò solo dopo il 1870.
strativa di Gregorio XVI, in Gregorio XVI: miscellanea commemorativa, II, Roma 1948. Paolo Dalla Torre