Enciclopedia Cattolica vol. VI, 1951 Agiografia Santi

GIUSEPPE CALASANZIO, SANTO

Festa: 27 agosto

English Cita

CALASANZIO, GIUSEPPE, SANTO rimanda qui.

Noto anche come: inglese: St. Joseph Calasanz; spagnolo: José de Calasanz, José Calasanz; Giuseppe della Madre di Dio; latino: Joseph Calasanctius

GIUSEPPE CALASANZIO, santo. - N. a Peralta de la Sal, nell'Aragona, nel 1556 o 1557 da famiglia modesta ma forse di antica nobiltà, m. a Roma il 25 ag. 1648. In religione G. della Madre di Dio.

Compiuti i primi studi in patria e a Estadilla, seguì assiduamente i corsi di filosofia, di diritto e di teologia nelle Università di Lerida, di Valenza e di Alcalá, uscendone dottore. Fu sacerdote nel 1583. Dopo un novennio di zelante ministero ecclesiastico in più diocesi della sua Spagna, passò nel 1592 a Roma, dove, nell'ansia di conoscere quel che precisamente la Provvidenza volesse da lui, si dedicò in un primo tempo ad un molteplice spostolato che lo mise a contatto con la profonda miseria del popolo.

GIUSEPPE CALASANZIO, santo - Autografo (9 genn. 1626) e cimeli del Santo, conservati nella Casa Madre - Roma.
GIUSEPPE CALASANZIO, santo - Autografo (9 genn. 1626) e cimeli del Santo, conservati nella Casa Madre - Roma.(per cortesia di mons. A. P. Frutaz)

Un giorno, passando per una via di Roma, lo spettacolo tristissimo di un branco di fanciulli abbandonati a sé e inverecondi di parole e di gesti lo colpì straordinariamente. Da allora si delineò in lui la missione assegnatagli da Dio: la scuola. Avendo cercato invano di indurre altri all'iniziativa dell'opera nobilissima, nel tardo autunno del 1597, in due povere stanze attigue alla sacrestia di S. Dorotea nel popolarissimo quartiere di Trastevere, aprì le sue scuole, fin da quegli esordi chiamandole Scuole Pie. Le volle assolutamente gratuite e aperte a tutti: a fanciulli poveri e non poveri, con speciale riguardo ai primi.

E furono veramente scuole, le sue, perché l'istruzione letteraria e scientifica non vi restava assorbita e sacrificata dall'istruzione religiosa, ma era saviamente affiancata ad essa con ben definiti programmi di insegnamento, con accurata divisione di classi, con puntualità d'orario, con serietà di periodici esami, con intenti di pratica preparazione alla vita. Non fu un pedagogo, ma dell'educatore ebbe il talento e il genio naturale, anche perché ammirò e amò come pochi la scienza, tanto da mostrarsi ed essere impavidamente benevolo e benefico a Galileo Galilei e a Tommaso Campanella. Per l'affluire sempre maggiore dei ragazzi dovette molto presto trasferire in sede più adatta le scuole al di qua del Tevere, prima presso S. Andrea della Valle e poi presso S. Pantaleo dove fu la dimora definitiva. E poiché era persuaso della necessità di una congregazione religiosa da istituire a garanzia della continuità e della perpetuità delle sue scuole, cominciò a tal fine con tenere presso di sé a vita comune i suoi maestri.

Il Papa, assicurato della bontà dell'istituzione calasanziana da due cardinali dottissimi, Cesare Baronio e Silvio Antoniano, lo incoraggiava e sovveniva, nonostante l'opposizione di gente emula e interessata o incomprensiva. Paolo V nel 1617 elevò gli Scolopi al rango di vera e propria Congregazione religiosa di voti semplici. Gregorio XV nel 1621 promosse l'Istituto a dignità di Ordine religioso di voti solenni.

Dopo Roma e il Lazio chiesero ed ebbero le scuole calasanziane la Liguria e quindi il Napoletano, la Toscana, la Sicilia, la Sardegna, la Moravia, la Boemia e la Polonia, vivente ancora il fondatore. Si determinò così nell'Ordine quella che potrebbe dirsi crisi di creccenza, e ciò contro il desiderio e la volontà di chi l'aveva istituito, che resistette finché poté a un tale eccesso di sviluppo, presentendone i pericoli gravi.

Tra gli Scolopi meno degni non mancò infatti chi si avvalse della situazione interna e delle opposizioni interne per pescare nel torbido; l'Ordine intero fu sottoposto a un visitatore apostolico, mentre il fondatore, fatto per breve tempo perfino prigioniero dal S. Ufficio, fu da Urbano VIII il 12 ag. 1642 deposto dall'ufficio di superiore generale, pur conferitogli a vita dallo stesso Pontefice parecchi anni prima. E nel 1646 Innocenzo X decretò addirittura la soppressione dell'Ordine. Eroica fu la pazienza del C., allora nel suo novantesimo anno, ma viva e salda la speranza nella risurrezione della sua opera.

Rispettivamente Alessandro VII nel 1656 e Clemente IX nel 1669 restituirono all'Ordine calasanziano grado e dignità di Congregazione religiosa di voti semplici e di Ordine religioso con voti solenni. Il C. fu canonizzato nel 1767 da Clemente XIII. La festa cade il 27 ag.

Bibliografia9 opere
BIBL.: V. Talenti, Vita del b. G. C., Roma 1753, ristampata a Firenze 1917; U. Tosetti, Compendio della Vita di s. G. C., Roma 1767, 20ª ed., Firenze 1930; N. Tommaso, Vita di s. G. C., ivi 1847; Timon-David, Vie de s. J. C., 2 voll., Marsiglia 1883; W. E. Hubert, Der M. Joseph C., Magonza 1886; G. Giovannozzi, Il C. e l'opera sua, Firenze 1930; Q. Santolucci, G. C. educatore e santo, Roma 1948; C. Bau, Biografia critica de s. José de Calasanz, Madrid 1949; v. anche l'introd. di L. Picanyol all'Epistolario del Santo, ivi 1950.

Pasquale Vannucci

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), coll. 819–821.

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Vannucci, Pasquale. “Giuseppe Calasanzio, santo.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VI, coll. 819–821. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/giuseppe-calasanzio-santo.

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Vannucci, Pasquale. “Giuseppe Calasanzio, santo.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 819–821. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/giuseppe-calasanzio-santo.

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