CALISSE, CARLO

CALISSE, CARLO. - Storico del diritto, n. a. Civitavecchia il 29 genn. 1859, m. il 23 apr. 1945. De-putato, senatore e presidente onorario del Consiglio di Stato. Insegno nelle Università di Siena, Pisa e Roma. Contrastando la tendenza germanista dello Schupfer, sostenne l'importanza precipua del diritto romano e del diritto canonico nella formazione storica del diritto italiano. Additò la trasformazione del diritto longobardo per opera della Chiesa. Fautore dello studio del diritto comune, intese questo come confuenza di tre elementi fondamentali: diritto romano, diritto canonico e diritto feudale. Ma la confluenza degli elementi predetti, a formare il diritto comune, si sarebbe determinata a suo avviso non prima del sec. XIV. Dal diritto comune generale credette poter distinguere il diritto comune pontificio, che riguardò come una forma particolare del diritto comune, determinata negli Stati della Chiesa per la prevalente efficacia dell'equità canonica.
I suoi studi sulla Storia di Civitavecchia (1898, nuova ed. 1936), sulla Storia del Parlamento siciliano (1887), su i Prefetti di Vico (1887), il suo lucido Corso di Storia del diritto italiano (1891); Le fonti (nuova ed. 1930), il suo Corso di diritto ecclesiastico (1892), le sue ricerche sulla proprietà fondiaria nel territorio romano nell'alto medioevo (1884) e lo studio dedicato agli Usi civici nella provincia di Roma (1906), costituiscono i suoi principali contributi alla conoscenza storica. Fervente cristiano e ammiratore dell'opera di s. Caterina, di cui fu particolarmente devoto, si adoperò con opera di appassionata moderazione a migliorare i rapporti tra la Chiesa e lo Stato italiano. Nella questione fondiaria sostenne, come studioso e come uomo politico, la funzione sociale della proprietà.

BIBL.: A. Solmi, In onore di C. C., in Studi in onore di C. C., I, Milano 1940, p. 3 sgg.; P. S. Leicht, C. C., in Arch. della deputa. rom. di stor. patria, nuova serie, 69 (1946), pp. 131-148.