CALISTINI. - Settai politico-religiosa usita del sec. XV, così chiamata, perché i suoi adepti rivendicavano l'uso del calice eucaristico per tutti i fedeli indistintamente; fautori quindi della Comunione sub utraque specie, detti perciò anche utraquisti. Promotore ne fu Jakoubek di Mies (m. il 9 ag. 1429), uno dei capi della rivolta usita. Dopo la morte di Hus, che alla vigilia del supplizio, 6 luglio 1415, aveva appoggiato la fazione di Jakoubek, la rivendicazione del calice divenne come una febbre nazionale.
Propriamente i c., pur sostenendo la necessità della Comunione sub utraque specie contro la diversa usanza indotta dalla Chiesa, non negavano la presenza reale di Gesù Cristo sotto ciascuna specie; anzi Jakoubek stesso si fece difendere della dottrina della presenza reale contro quanti o la negavano assolutamente o ammettevano solo una presenza virtuale; per cui i veri c. eran più vicini ai cattolici (subunisti) che agli estremisti della loro seta (taboriti), i quali, con il pretesto della semplicità, infuriavano contro ogni apparato esterno liturgico. Per stornare uno scisma il card. G. Cesarini nel 1432 favorì un incontro tra i c. e gli inviati del Concilio di Basilea per una discussione sui famosi quattro articoli di Praga, sostenuti dai c., e cioè: Comunione sotto le due specie, repressione dei peccati mortali, libertà di predicazione e amministrazione dei beni ecclesiastici. Nel 1433 si trovò una base apparente di accordo nei Compactata, sottoscritti solo il 5 luglio 1436 a Ihlava (Igla), non mai però riconosciuti dalla S. Sede; ai Boemi, con l'obbligo dell'insegnamento della presenza reale sotto ciascuna specie, si indugeva il privilegio del calice. Dopo la elezione ad arcivescovo di Praga di Rokjana nel 1435, non mai convalidata da Roma, la divisione tra c. e cattolici si approfondì: la questione da religiosa divenne politica, specialmente quando nel 1458 a Sigismondo successe, come re di Boemia, Giorgio di Poděbrady, vincolato a Roma dal giuramento di adoperarsi per l'eliminazione delle pretese dei c., ma sostenuto nel regno da questi. Nel 1471 morì tanto lo pseudo-vescovo Rokyana quanto lo spergiuro G. di Poděbrady. Privi di capi politici e religiosi, i c. decadero celermente come setta a sé stante; continuarono a vivacchiar tollerati, ma non legalmente autorizzati. Dopo il «defenestramento di Praga» (1618) motivato da loro, i c. scompaiono assorbiti o nelle file dei cattolici o in quelle dei protestanti, specie dei fratelli boemi.
CALISTINI
BIBL.: G. Bareille, s. V. in DTHC, II, coll. 1364-67; Hefele-Leclerq, VII, pp. 858-871, 895-916; G. Constant, Concession d'Allemagne de la Communion sous les deux espèces, 2 voll., Parigi 1923; E. Amann, Jacobel, in DTHC, VIII, coll. 252-257; Pastor, II, pp. 156-174; W. Koch, s. V. in LTHK, II, col. 703; P. David, s. V. in DHG, XI, coll. 401-406. Vito Zollini