BRUYS, PIETRO di. - Eresciarca della prima metà del sec. XII, denominato dal suo luogo d'origine, forse Bruis nel dipartimento delle Hautes-Alpes, oppure Les Broues ivi o in quello della Drôme. Non dovette avere una condotta da sacerdote credente ed integro, se venne privato dell'ufficio parrocchiale e se si fece sobbilatore del popolo contro i sacerdoti, da lui quali-ficati impostori, i quali, insieme coi monaci, furono dalla sua truppa di reazionari maltrattati, imprigionati, costretti a sposarsi. Le varie date della sua morte, fissate dagli storici per induzione, sono comprese tra il 1132 e il 1140; sappiamo che circa vent'anni prima, e cioè tra il 1112 e il 1120, aveva iniziato la sua propaganda ereticale nelle diocesi di Embrun, Gap, Die nel Delfinato, per passare in Guascogna, nelle regioni di Narbona, Tolosa ed Arles. A St-Gilles, presso la foce del Rodano, nel giorno del Venerdì Santo il popolo indignato lo finì tra le fiamme, da lui stesso accese per bruciare le croci che aveva dileggiate e spezzate.
Abelardo lo condanna, in genere, come sovvertitore delle istituzioni divine e delle dottrine ecclesiastiche e specifica alcuni errori che sono notificati nell'elenco più ampio Pietro il Venerabile (v.): invalidità del Battesimo dei bambini, perché incapaci di un atto di fede; gli adulti venivano costretti a farsi ribattezzare; inutilità delle chiese materiali, che venivano abbattute, e del canto liturgico, come d'ogni arte religiosa, perché la preghiera può essere fatta dovunque ed i sentimenti interiori non abbisognano di obbligare manifestazioni culturali; ripudio della croce e dell'astinenza del venerdì, perché ci ricordano l'ignominia a cui fu sottoposto Gesù Cristo; negazione del sacrificio della Messa e del Sacramento eucaristico che furono compiuti da Gesù una volta per sempre; preghiere ed opere buone non possono giovare ai defunti, perché incapaci di merito. Nella sua avversione alla Chiesa ritorna le basi della sua autorità, ossia la S. Scrittura, di cui sembra ritenesse soltanto i Vangeli, e forse anche le lettere di s. Paolo, da lasciare però alla libera interpretazione dei fedeli, e la tradizione patristica. Non risulta quali siano i principi positivi del suo personalismo e spiritualismo religioso; non si può dire che preceda la dottrina della giustificazione per la fede, poiché riconosce la necessità del Battesimo per gli adulti. La sua eresia non appartiene alla corrente dualistica catara; egli è piuttosto un rappresentante di quei movimenti ereticali che con vari pretesti vollero la licenza e la religiosa, sottraendola alle istituzioni divine della Chiesa. B. DIACONIA (v.) un peggioratore del suo indirizzo antiecclesiastico. I suoi seguaci furono chiamati P(i)etrobru(i)ziani. A titolo d'informazione segnaliamo l'avventurosa ipotesi del valdese E. Tron, che vorrebbe fare di B. il fondatore dei Poveri di Lione o Valdesi, identificandolo con P. Valdès o Valdo.
Ilario da Milano