A Firenze nel 1611 il granduca gli assegnò una pensione e l'alloggio in palazzo ed esegui i tre fogli della Guerra d'Amore (1615) e le 50 tavole di Capricci, di varie figure (1617); del 1620 è la famosa Fiera dell'Impruneta. Morto Cosimo II nel 1621, il C. se ne tornò a Nancy, dove esegui molte incisioni anche di carattere religioso, ancor oggi ammiratissime: Martirio di s. Sebastiano (1623), il Libro dei santi. Le Miserie della guerra (1633) sono una protesta contro l'invasione della Lorena per ordine del Richelieu, e ne fanno un'ardita anticipazione dei Désastres de la guerre del Goya.
Lo stile del C. rifugge da particolari descrittivi, ed è piuttosto rivolto alla rappresentazione essenziale e illustrativa dei soggetti. Importanti i disegni, molti dei quali agli Uffizi di Firenze.
CALLOT, JACQUES
Bibl.: H. Nasse, J. C., Lipsia 1909; L. Rosenthal, C. en Italie, in Revue de l'art ancien et moderne, 26 (1909), pp. 23-38; P. Plan, 7. C. maître graveur, Bruxelles 1911; E. G. Troche, 7. C., in Pantheon, 8 (1935), pp. 343-46; G. Margotti, L'opera religiosa di un grande acquafortista del Seicento, in Illustrazione vaticana, 6 (1935), pp. 432-35; P. Fiel, I grandi maestri dell'incisione: C., ibid., 9 (1938), pp. 549-52; E. Doreence, Les chimères du duc Charles III, in Pays lierrain, 30 (1938), pp. 409412; P. Marot, J. C. d'après des documents inédits, Nancy 1939. Angelo Lipinsky