CALMET, AUGUSTIN. - Uno dei più famosi fra i commentatori della Bibbia e gli storici della Chiesa del sec. XVIII, n. a Ménil-la-Horgne (Lorena) nel 1672, m. il 25 ott. 1757; dopo i primi studi a Breuil, sedicenne entrò nell'Ordine benedettino. Imparò da sé il greco e l'ebraico. Sacerdote nel 1696, due anni dopo insegnava filosofia e teologia a Moyen Moutier, iniziando l'attività prodigiosa che lo accompagnò tutta la vita.
Tra il 1707 e il 1716 pubblicò a Parigi La Sainte Bible en latin et en français, avec un Commentaire littéral et critique, in 23 voll., opera spesso ripubblicata e tradotta (in latino da J. D. Mansi, 9 voll., Lucca 1730-38). Attingendo dagli esegeti precedenti, si forma un'opinione propria, che espone in forma chiara, sfondata dal sovraccarico di erudizione umanistica che ingombrava l'esegeti del 1600-1700, riducendo le considerazioni morali e allegoriche al conveniente senza trascurare l'aspetto critico e filologico (cf. ad es., Ec. 19, 10). Fu uno dei primi esegeti che posero particolare attenzione al senso letterale, e affrontò per questo le opposizioni del Guillemin e altri, tenaci sostenitori dell'interpretazione e spirituale. Passi più importanti e questioni introduttorie trattò in dissertazioni aggiunte, che furono poi anche pubblicate a parte (1ª ed., Parigi 1720) e molto diffuse in tutta Europa. Se l'autore non poté evitare i difetti della sua età e lasciò nell'immensa opera tracce di fretta, merita lode il raro equilibrio e la perspicacia storica, che talvolta previene le moderne posizioni dell'esegeti, p. es., in Dan. A complemento del Commentario il C. pubblicò in seguito la Histoire Sainte de l'Ancien et du Nouveau Testament et des Juifs (2 voll., Parigi 1718) e il Dictionnaire historique et critique etc. de la Bible (2 voll., ivi 1722; Supplément, ivi 1728), pur essi spesso pubblicati e tradotti.
Intanto il pio e dotto monaco veniva elevato alle più alte cariche dell'Ordine (dal 1728 abate a Senones in Lorena); ma la sua umiltà frustrò il disegno di Benedetto XIII di farlo vescovo. La sua attenzione si volgeva sempre più agli studi storici; pubblicò: Histoire universelle sacrée et profane depuis le commencement du monde jusqu'à nos jours (17 voll., Strasburgo, Senones, e Nancy 1735-71); Histoire ecclésiastique et civile de Lorraine (4 voll., Nancy 1728; 7 voll., ivi 1745-57), più tardi accresciuta e ancora oggi apprezzata; varie opere minori, specialmente di cronologia, il Commentaire... sur la Règle de st. Benoît (2 voll., Parigi 1732).