Enciclopedia Cattolica vol. III, 1949 Sacra Scrittura

CAMITI

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CAMITI. - La « tavola etnografica » in Gen. 10, dopo avere elencato i tre figli di Noè, Sem, Cam e Iapheth, ripigliando con ordine inverso elenca i figli nati ad essi dopo il diluvio e i loro discendenti. I C. rappresentano il gruppo più nutrito. Cam (v.) ha quattro figli: Chus, Mesraim, Phuth, Canaan (Gen. 10, 6.20). Chus a sua volta ne ha cinque: Saba, Evila, Sabatha, Regma, Sabatacha. Prima di elencare i figli di Mesraim, la « tavola » annuncia i discendenti di Regma: Saba e Dadan, per poi tornare a Chus. Poi riprende: « Chus però generò Nemrod », e si diffonde a narrare di lui e del regno da lui fondato nella Mesopotamia meridionale. Indi passando a Mesraim ne elenca i sei figli, tra cui Chasluim, dal quale dice esser derivati i Filistei, e da ultimo i Caphtorim. Del terzo figlio Phuth non si danno discendenti. Del quarto se ne elencano undici; i principali sono: Sidone primogenito, Hetheo, Iebuseo, Amorreo.

Se è relativamente facile spiegare i nomi principali, per altri sorgono tali difficoltà che le identificazioni proposte rimangono pure ipotesi. Con la maggioranza degli interpreti si identifica Chus con l'Etiopia. Infatti i suoi discendenti sono diffusi piuttosto nell'Arabia del sud, occidentale e orientale, e fra i due paesi intercorsero relazioni storico-etnologiche importanti. Saba (ebraico Sébhā'), invece, il primo dei figli di Chus, è collocato da alcuni nell'Etiopia, fra il Nilo Bianco e il Nilo Azzurro, da altri in Nubia e da altri ancora è identificato con Saba (ebraico Sébhā'), figlio di Regma, la cui sede è certamente da collocare nell'Arabia del sud; ma fonti diverse farebbero ammettere un'altra Saba più a nord. Dadan, secondo figlio di Regma, ricordato in iscrizioni sudarabiche, è stato identificato con la moderna el-'Olà, nel paese di Madian. Nemrod (v.) o è un discendente solo mediato dei figli di Chus, ovvero quanto lo riguarda (Gen. 10, 8-12) è un'aggiunta posteriore (così opina, p. es., Heinisch).

Le sedi dei figli di Mesraim vengono scaglionate lungo la costa del Mediterraneo, dalla Tripolitania, a occidente, i Ludim, fino alla sponda meridionale della Palestina, i Filistei. Anche questa menzione dei Filistei e dei Caphtorim sarebbe, secondo Heinisch, aggiunta posteriore (il terzo figlio di Cam, Phuth, è da collocarsi sulla sponda occidentale del Mar Rosso e la Somalia). Le identificazioni dei principali discendenti di Canaan non presentano difficoltà (Sidone, Hetheo, altri tribù e popoli noti di Palestina o Siria).

Il criterio usato dall'autore sacro in questa catalogazione non fu unicamente etnografico, poiché non si spiegherebbe come abbia fatto entrare nella famiglia camitica i Cananei, i Fenici e gli Amorrei semiti, e, tanto meno, gli Hetei giapetici. Dovettero pure influire la posizione geografica dei popoli e le loro relazioni culturali e politiche. Queste ultime spiegherebbero lo sconfinamento dei C. nella zona dei Semiti palestinesi. Oggi l'etnologia, seguendo il criterio antropologico, considera tipo camitico quello rappresentato da popolazioni non negre dell'Africa settentrionale e orientale, non immigrate storicamente dall'Arabia o dall'Europa. Si distingue un tipo neotico, simile al tipo mediterraneo, e uno etiopico, caratteristico dell'Africa Orientale. Le varie popolazioni camitiche sono ora distribuite in due rami: settentrionale (Berberi, Tibbu, Hausa)

ed orientale (Egiziani, Begia a oriente del Nilo, Abissini, Dancali, Somali, Galla). Le lingue parlate da queste popolazioni sono in parte camitiche, in parte nilotiche o bantu. L'unità linguistica, come quella etnografica, è stata rotta da vari incroci.

Bibliografia4 opere
BIBL.: Th. Arldt, Die Völkertafel der Genesis und ihre Bedeutung für die Ethnographie Vorderasiens, in Wiener Zeitschrift für die Kunde des Morgenlandes, 3 (1917-18), pp. 264-317; A. Herrmann, Die Erdharte der Urbel. Mit einem Anhang über Tarteum und die Etrusherfrage, Brunswick 1931; A. Wagner, Die Stammtafel des Menschengeschlechtes, Saarbrücken 1935; A. Perbal, La race nègre et la malédiction de Cham, in Revue de l'Université d'Ottawa, 10 (1940), pp. 156-77.

Giorgio Castellino

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Di Giorgio Castellino

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), coll. 440–441.

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Castellino, Giorgio. “Camiti.” In Enciclopedia Cattolica, vol. III, coll. 440–441. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/camiti.

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Castellino, Giorgio. “Camiti.” Enciclopedia Cattolica, vol. III, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, coll. 440–441. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/camiti.

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