CAMPIONESI, MAESTRI

CAMPIONESI, MAESTRI. - Scultori, architetti, lapicidi, originari del lago di Lugano, operanti nell'Italia settentrionale, già noti nel sec. xir come maestranza, incominciano nel sec. xirI a firmare le loro opere distinguendo le singole personalità.
Sorti dalla tradizione romanica, nel suo periodo tardo, con una modellazione meno tormentata e più tondeggiante, sviluppano una plastica originale per equilibrio decorativo, aneddotismo colorito, contemstezza ed essenzialità nell'espressione. Come centri di produzione agli inizi del Duecento si orientano verso Modena e Verona, Bergamo e Milano.
Discusse sono le attribuzioni di alcune opere che rimangono anonime, come l'Arca di s. Agostino a Pavia e l'Altare dei Re Magi in S. Eustorgio a Milano: vari gli orientamenti tra cui più notevoli quelli veronesi; la critica recente nega molto valore all'apporto toscano venuto da Giovanni di Balduccio da Pisa operante a Milano nel Trecento.
In ordine alfabetico, le più note personalità della scuola campionese sono :
Ansellno (documenti del 1244). Operò nella cattedrale di Modena.
Bonino (1397). Forse il maestro più importante di questa scuola. Una delle sue prime opere è il Sarcofago di Lambertino Baldaino nel duomo vecchio di Brescia: seguono poi l'Arca di Folchino degli Schizzi nel duomo di Cremona (1357); il Monumento di Stefano e Valentina Visconti in S. Eustorgio a Milano; l'Arca di Bernabò Visconti al castello Sforzesco di Milano (tra 1363-85); l'Arca di Cansignorio della Scala a Verona (1370-75) opera più complessa e singolare per movimento di ombra e di luce e per certe accentuazioni pittoriche che non ne disperdono la robustezza plastica.
Enrico. Scolpi il pulpito del duomo di Modena (1322) e lavorò al campanile.
Giacomo (m. nel 1398). Operò per il duomo di Milano fin dal 1387 . Notevole l'opera scultorea della porta della sagrestia settentrionale del duomo di Milano in cui si notano i caratteri gotici non esenti da influssi oltramontani.
Giovanni. Presenta come nucleo formativo della sua arte l'esperienza romanico-veronese: tra le sue opere più notevoli sono la Statua equestre di s. Alessandro in S. Maria Maggiore a Bergamo, di una brusca sommarietà; le Storie del Nuovo Testamento nel battistero di Bergamo (1340); la porta nord di S. Maria Maggiore di Bergamo con il protiro ( 135 I-53 ), che può essere utilmente confrontato con quello del duomo di Verona.
Matteo (m. nel 1396). Operò nel pulpito e nella facciata del duomo di Monza.
Ugo. Personalità incerta a cui tradizionalmente si attribuiscono opere di stile contrastante, come l'Arca Maggi nel duomo vecchio di Brescia; il Sarcofago di Alberico Suardi a Lucano; il Monumento al card. Langhi in S. Maria Maggiore a Bergamo, che sembrano opere di artista anteriore a Giovanni, ma non di Ugo.

Bibl.: A. Gotthold Meyer, Lombardische Denkmäler, Stoccarda 1893, pp. 42-132; Venturi, IV, pp. 606-32; P. Toesca, La pittura e la miniatura nella Lombardia, Milano 1912. pp. 273, 296, 431; Anon., Anselmo da C., in Thiemo-Becker, I, pp. 541-42; F. Malaguzzi,Valeri, Bonino da C., ibid., IV, pp. 298299; Anon., Matteo da C., ibid., XXIV, p. 255; Anon., Ugo da C., ibid., XXXIII, p. 241; G. Nicodemi, L'Arca di Berardo
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(fol. Allveri)
Campronesi, maestri - Tomba di Cansignorio, opera di Bonino da Campione (1370-75) - Verona.
Maggi nel duomo vecchio di Brescia, in Dedalo, 5 (1024-25). pp. 147-53; C. Baroni, Scultura gotica lombarda, Milano 1944. pp. 31-61 e 93-121. Gilda Rosa