CAMPORESE, Pietro, il Giovane. - Architetto, n. a Roma il 22 magg. 1792 e m. ivi nel 1873. Appartiene ad una notevole famiglia di architetti romani attivi tra la metà del sec. xvir e la fine del sec. xix. Egli infatti fu figlio di Giulio C. (1754-84) che a sua volta era fratello di Giuseppe C. (17631822). Pietro C. il vecchio (1726-81) fu suo nonno. Alla attività dei C. vanno assegnate numerose fabbriche chiesastiche a Roma e nel Lazio. Pietro C. il G. iniziò la sua attività come aiuto di P. Belli e di P. Bosio nella ricostruzione di S. Paolo fuori le mura (1823-29); del 1832 è il restauro dei SS. Vito e Modesto.
Le sue opere migliori sono il cosiddetto portico di Vejo in piazza Colonna, costruito come sede della posta Pontificia, elegante e tipico, e la facciata dell'Ospedale di S. Giacomo ( 183 I-46 ), semplice, corretta e maestosa. Gli appartengono anche i due edifici a via Ripetta disposti a ferro di cavallo, sedi dell'Accademia di Belle Arti; nel 1869 iniziò la chiesa di S. Tommaso di Canterbury in via Monserrato, terminata da A. Poletti e V. BISIGNANO. Il C. è personalità mediocre di architetto, che ondeggia fra un purismo scolastico ed una più libera ispirazione classicheggiante.
CAMPORESE, PIETRO, IL GIOVANE
Bibl.: O. Pollak, s. V. in Thieme-Becker, V, pp. 478-79. Renato Bonelli