CANCELLERIA, PALAZZO della. - È dei più grandi e significativi edifici rinascimentali di Roma. Cominciato a costruire nel 1485 dal card. Raffaele Riario nel luogo ove sorgevano l’antica basilica fondata in onore di s. Lorenzo da papa Damaso e il palazzo quattrocentesco del suo titolare, esso venne compiuto solo dopo l’anno 1511.
La iscrizione che si legge sulla facciata lascia intendere come nel 1495 l’edificio fosse giunto fino a quel punto e che il cardinale si fosse già risolto ad incorporare nel grande quadrilatero occupato dalla sua fabbrica anche la ricostruita basilica di cui era titolare.
Infatti è da ritenere che la sistemazione realizzata dal card. Riario e dai suoi architetti per la ricostruita Basilica rappresenti una soluzione di ripiego rispetto ai primi progetti che d’altronde non si conoscono. Ad ogni modo nella costruzione del palazzo si possono distinguere tre fasi successive: la prima, giunta fin verso il 1489, comprende essenzialmente il lato che guarda su via del Pellegrino, la seconda il corpo di fabbrica della facciata e forse alcune parti del cortile e della chiesa, la terza, infine, il compi
mento del cortile, il corpo di fabbrica che guarda sull’attuale corso Vittorio Emanuele e una generale sistemazione del tergo. Per le due prime fasi è da ritenere che abbia avuto parte preponderante nei lavori quell’REGNO (v.), scultore e decoratore lombardo attivissimo a Roma nella seconda metà del sec. XV e alla cui bottega certo debbono essere assegnate le elegantissime incorniciature delle finestre della fronte e di molte porte anche all’interno dell’edificio. Alla terza invece, anche a detta del Vasari, avrebbe presieduto una commissione di architetti Bramante (v.). Tuttavia è da pensare che lo stesso Bramante si fosse già in precedenza occupato del palazzo e particolarmente del bellissimo cortile capolavoro dell’architettura del primo Rinascimento romano ed al quale la tradizione ha sempre mantenuto il nome del sommo architetto.
Nell’interno dell’edificio, che dal 1521 ospita la Cancelleria apostolica, meritano particolare menzione, oltre la grandiosa sala Riaria, quella detta dei Cento Giorni (v. ACCADEMIE), decorata con affreschi da Giorgio Vasari raffiguranti scene della vita e del pontificato di Paolo III Farnese (questa sola, danneggiata durante l’incendio che divampò la notte di Capodanno del 1940, ha subito radicali restauri) e la cappella detta del Pallio, decorata con pitture e stucchi elegantissimi da Pierin del Vaga che nella stoppa palazzo dipinse anche in altri luoghi quali la volta del Salone detto di Studio.
Nel palazzo ebbe la sua sede nel 1798 il tribunale della repubblica romana e nel 1848 la Camera dei deputati dello Statuto Pontificio e fu ai piedi dello scalone che il 15 nov. di quell’anno venne ucciso Pellegrino Ross
CANCELLERIA, PALAZZO DELLA
BIBL.: E. Lavagnino, Il palazzo della C. e la chiesa di S. Lorenzo in Damaso, Roma [1924], con la bibli. precedente: P. Tormei, L’architettura a Roma nel Quattrocento, ivi 1942, pp. 219-236.