CARACCIOLO, Roberto. - Predicatore francescano (più comunemente Fra' Roberto da Lecce), n. a Lecce nel 1425, ivi m. il 6 maggio 1495. Dei nobili Caraccioli del Leone, in ossequio ai genitori entrò adolescente tra i Minori osservanti, ma nel 1452 passò fra i Conventuali. Maestro di Teologia, fu per quasi 50 anni infaticabile ardente predicatore popolare, fin dal 1448 (Perugia, Roma) suscitando entusiasmi in tutta Italia, come già s. Bernardino da Siena. Tritemio lo chiama «uomo d'ingegno eccellente, dolce ed ornato nel parlare, chiaro per vita e conversazione, predicatore celeberrimo e famoso in tutto il mondo cristiano; con la parola e con l'esempio ritrasse molti dall'iniquità». Fu caro a Niccolò V e Callisto III; questi (1456) lo mandò nunzio apostolico al duca e al popolo di Milano; Paolo II lo nominò predicatore apostolico ( 1465 ). Ferrante I d'Aragona lo volle come predicatore reale a Napoli, ove fu iscritto all'Accademia Pontaniana. Nel 1475 vescovo dell'Aquila, nel 1477 fu traslato ad Aquino da Sisto IV, e nel 1483-84 passò alla sede di Lecce, conservando il vescovado di Aquino.
Lasciò ammirate raccolte di prediche sia in latino sia in volgare: De laudibus sanctorum, stampato in dieci città; Discorsi sul timore dei giudizi di Dio (ebbero 13 edd.); Specchio della fede cristiana ( 6 edd.); Opus Quadragesimale perutilissimum quod de paenitentia dictum est ( 30 edd.); Quaresimale dei peccati ( 8 edd.); Quaresimale della Penitenza ( 24 edd.); Sermones de adventu et de timore iudiciorum Dei ( 13 edd.); Trattato contro la separazione dei frati Minori dell'Osservanza dai Conventuali, cui rispose verso il 1453 il p. Nicola d'Osimo. Altre opere furono attribuite al C., forse per dare loro maggior credito. Tutte le opere del C. vennero stampate in tre volumi (Venezia 1490), ed in uno (Lione 1513, con i tipi di Alemanni).
nardini Aquilani Chronica, Roma 1902, pp. 39-56; Wadding, Annales, XV, pp. 133-35; A. Galletli, Storia dell'eloquenza, Milano 1938, pp. 273-76. Ferdinando Dimallevi