CATECHETICA. - La scienza della catechesi; la scienza cioè, che insegna quel particolare metodo didattico, il quale, adattato alla mentalità spirituale degli uditori, il conduce alla conoscenza e alla comprensione delle verità religiose. Strettamente parlando, è dunque un'arte d'insegnare; però la Chiesa fin dai primi tempi, non si attenne a questo concetto così limitato; ma ne ampliò giustamente il senso, comprendendovi anche l'educazione, la formazione, cioè, della volontà e del carattere del catecumeno e del cristiano. Il catecumeno, infatti, a mano a mano che progrediva nell'istruzione religiosa, attraversava anche un processo di purificazione e di giustificazione; e da quando si prese a battezzare i bambini, la istruzione catechistica ebbe di mira di rendere cosciente e liberamente voluta la vita soprannaturale, ricevuta in germe nel Battesimo. Appunto per questo la c. diventa una disciplina ecclesiastica, teologica, un ramo della teologia pastorale e non soltanto della scienza pedagogica corrente, quantunque di questa si accaparra i ragione i metodi utili e i progressi veri. E se talora, come, p. es., nei tempi dell'illuminismo, lo scopo educativo e formativo passò in seconda linea e si ridusse quasi nell'ombra, la Chiesa reagì e cercò sempre con tutti i mezzi di far ritornare la c. al concetto e alla pratica primitiva.
LE LEGGI DELLA C. - Tralasciando, qui, le norme che per l'insegnamento offre la metodica generale, ci si limiterà ad indicare quelle, che in particolare si debbono seguire per adempiere alla dignità e alle esigenze che sono proprie della trasmissione dell'insegnamento religioso.
1. Il metodo nelle sue caratteristiche
a) Naturalezza. Il metodo deve essere naturalmente conforme alla natura degli uditori. Ora, nei fanciulli, la vita intellettuale è più legata all'uso dei sensi, che perciò si chiamano la porta del sapere. Bisognerà pertanto abbracciare tutti quei mezzi (similitudini, parabole, esempi, racconti, immagini) che servono a rendere sensibile le idee e le formole astratte, con cui sono esposte le verità religiose nel catechismo. Ai giovani, invece, in cui l'intelligenza va affinando, e agli adulti si userà meglio il ragionamento eperciò quei mezzi che della dottrina mostrano con la
esattezza la logicità; b) unità. Gli argomenti devono
essere ben determinati e logicamente coordinati in modo
da formare un tutto armonico; c) chiarezza, per un’esatta
comprensione, che non generi dubbi o false idee.
2. Il metodo quanto alla divisione della materia
Può essere: a) ciclico, se si cerca di svolgere tutta la ma-
teria in un determinato tempo, riprendendola poi, anche
parecchie volte, ma con sempre maggior estensione e
approfondimento; b) lineare, se, divisa la materia secondo
un ordine logico, la si tratta a fondo una volta, senza ri-
prese né ritorni.
3. Il metodo quanto alla esposizione
Può essere: a) analitico, quando ricerca tutti i particolari di una ve- rità; b) sintetico, quando richiama, nei principi, quello che si è svolto nei particolari; c) induttivo, se da un fatto risale alla causa; d) deduttivo, se cerca il principio at- tuato e vivo nei singoli fatti e fenomeni; e) storico, se deduce la verità dalla esposizione di fatti ordinati e con- catenati; f) logico, se concatena razionalmente due o più idee o fatti susseguenti; g) astratto, se esprime concetti e idee, senza avvalorarsi dei fatti; h) concreto, se espone fatti e cose a dimostrazione e sostegno delle idee che vuole chiarire.Tutti questi metodi hanno la loro importanza e uti-
lità; ma, più che non abbracciare rigidamente o l’uno
o l’altro, servirà saperli alternare o fondere armonica-
mente insieme, secondo le circostanze.
Molto si parla o si scrive intorno al «metodo attivo»,
all’«attivismo» che, come si applica alle altre materie, così
sta bene applicare anche nell’istruzione religiosa. È me-
todo antico, e sempre nuovo, anzi rinnovantesi sempre
secondo la genialità, lo zelo, l’attività dell’insegnante.
Consiste nell’applicare il principio: l’alunno vuole non
solo ascoltare; l’alunno deve essere spinto a interessarsi
delle materie e per così dire vivere. Donde i molti accor-
gimenti, a cui si suole ricorrere per suscitare interessa-
mento e partecipazione. Principali, dimostrati di grande
efficacia: raccogliere intorno a una verità o precetto le
osservazioni derivate dall’ambiente o dalla storia che si
svolge sotto gli occhi; rappresentazioni grafiche, disegni;
raccogliere poesia, ritagli intorno a ciò che si è detto nella
lezione; gare; questionari, ai quali l’alunno deve rispon-
dere per iscritto; «quaderni di vita», dove l’alunno espone
le sue impressioni e i suoi propositi sulle verità ascoltate.
L’efficacia, quanto al risultato, dipenderà dall’avere sem-
pre presente il fine, che si deve raggiungere, che è la
formazione della volontà e del carattere e dal non scam-
biare i mezzi col fine.
4. Sussidi didattici
Sono mezzi collaterali, che,come acuiscono l’interesse, così aiutano a meglio fissare
in mente la verità, facilitano il ricordo e la pratica: illu-
strazioni artistiche e religiose (chiese, cattedrali, pitture,
statue, santuari, quadri celebri), carte geografiche, proie-
zioni fisse, filmini, assistenza alle funzioni liturgiche, ac-
compagnate da una chiara spiegazione, che rende più
intima e cosciente la partecipazione al rito (cf. L. Vigna,
L’introduzione nella istruzione religiosa, Torino 1924; id.,
Ai maestri. Linee e indirizzi pratici di didattica catechis-
tica, Milano 1931; tutte e due con ampi cataloghi di
sussidi; come pure vi, i cataloghi appropriati, editi da
La Scuola di Brescia).
5. Il catechismo e la didattica
Le qualità di un buonmetodo didattico devono riflettersi anche sul testo del
catechismo; che forma il primo e più indispensabile sus-
sidio per l’istruzione. Perciò il testo deve recare: a) dot-
trina sicura, espressa in forme semplici e chiare, facili a
ritenersi; b) illustrazioni appropriate, bene scelte e at-
traenti. Lo stesso si dica degli altri «testi religiosi», i
quali devono evitare sbandamenti, superfluità, oratoria,
ecc., perché l’alunno possa rilevare bene quello che deve
studiar e ritenere (sotto l’aspetto illustrativo si possono
citatere le pubblicazioni di «Cultura religiosa popolare» di
Viterbo, che abbracciano le materie del catechismo, e
inoltre la Storia Sacra e la storia della Chiesa; e come tipo,
i testi per le elementari: Il re dei libri, dei Salesiani di
Torino; i testi dell’Azione Cattolica per i diversi generi
di scuole di religione).
6. Lo studio a memoria
La tendenza a eliminarlonon è sana. Senza ridursi a un deplorevole psittacismo, si
deve ammettere che è pure necessario sapere a memoria
le preghiere principali per l’uso nella vita; e anche le
formole principali per evitare cognizioni vaghe, instabili,
che facilmente degenerano in interpretazioni arbitrarie ed
errore. Lo studio a memoria è del resto consono alla
natura del fanciullo e tradizionale, massime dal sec. XVI,
quando il card. Bellarmino intitolava il suo piccolo cate-
chismo: Dottrina cristiana breve, perché si possa imparare
a memoria. È inoltre inculcato da Pio X nella Lettera del
18 ott. 1912, Fin dai primordi, premessa al suo catechis-
mo: «Nelle prime cinque classi elementari l’intero testo
nella parte catechistica deve essere imparato a parola,
affinché le verità fondamentali della Fede rimangano
bene impresso nella mente. Importa tuttavia sommamente
che l’alunno comprenda, in modo confacente alla sua
età, ciò che impara; quindi è necessaria una duplice spie-
gazione: quella delle parole, che potrebbero riuscire più
oscure (per quanto è possibile) e l’altra del contenuto delle
formole da studiare. È però sempre vantaggioso obbligare
gli alunni ad esprimere anche con parole proprie le ri-
sposte studiate a memoria».
7. I centri catechistici
Di grande utilità per l’orien-tazione didattica dell’insegnamento religioso si è rivelata
l’istituzione di centri catechistici internazionali, nazionali
e diocesani, a cui ricorrere per avere facilitati tutti i com-
piti della c. Degno di nota il Centre international d’études
de la formation religieuse, sorto a Lovainio (e ora trasfe-
rito a Bruxelles) per opera dei Gesuiti nel 1934; il quale
pubblica dal 1947 una rivista trimestrale Lumen vitae,
con articoli formativi, discussioni, esposizione di metodi
didattici; testi di religione; Les dossiers «formation reli-
gieuse», tavole sinottiche, opuscoli; organizza mostre,
conferenze, audizioni, proiezioni; e presta un ampio ser-
vizio di informazioni. In Italia fu fondato da d. Pietro
Ricaldone, quarto successore di s. Giovanni Bosco, il
Centro catechistico salesiano, allo scopo di promuovere
la Crociata catechistica in tutti i ceti; consta di un Ufficio
catechistico (1939) e dell’Editrice «La Dottrina cristia-
na» (1941). Ventidue salesiani vi attendono alla direzione
e organizzazione, diffondendo l’idea catechistica me-
diante congressi, mostre, proiezioni, propaganda nelle dio-
cesi, compilazione e diffusione di testi e sussidi; vi fanno
capo le riviste: Catechesi (dal 1931) ora in due edizioni:
per le scuole medie e per le parrocchie ed oratori;
Teatro dei giovani (per lo spettacolo religioso giovanile);
Voci bianche (per musica sacra e ricreativa); varie col-
lane periodiche: Lux (catechismo in esempi per tutti);
Fidens fulgens, veritas (per le persone colte).
coll. 246-88; F. Spirago, Metodica speciale dell’insegnam. relig.
cat., vers. it., Torino 1910; F. N. delle Scuole Cristiane,
Manuale di pedagogia per l’insegnam. della relig., ivi 1920;
L. Vigna, Vetere et nova. Da s. Carlo ai nostri tempi, ivi
1923; C. M. Veneziani, La scuola serena, Piacenza 1930; A. Bo-
yer, Le catechisme vivant, Parigi 1935; L. Vigna, Un parroco
ai suoi catechisti, s. ed., Torino 1937; G. Modugno, Religione
e vita, Brescia 1935; C. Krieg, Scienza pastorale, vers. it.,
II: Catechetica, 2a ed., Torino 1937; G. Nosenko, L’attivismo
nell’insegnam. relig., Milano 1937; C. Rosa, Manuale di peda-
gogia catechistica, Torino 1939; id., La religione nelle scuole
medie, ivi 1939; P. Ricaldone, Oratorio festivo, catechismo, for-
mazione religiosa, ivi 1940; G. Modugno, Religione e morale,
Brescia 1940; A. Tersteniek, La metodica dell’insegnam. relig.,
vers. it., Milano 1945; G. Nosenko, La pedagogia di Gesù,
Roma 1947. Come guide pratiche, sono da indicare: Cate-
chesi, mensile, dal 1931; Sussidi, rivista catechistica, trimestrale,
dal 1937. Le varie correnti di rinnovamento pedagogico-di-
dattico della c. nelle principali nazioni, con ricchi elenchi di
testi, sono presentate dal Centre documentaire catechétique di
Lovainio, ora passato a Bruxelles, che fa capo al Centre Inter-
national, accennato nel testo, in Où en est l’enseignement reli-
gieux? Livres et méthodes de divers pays, Parigi-Tournai 1937.