CESARIO di ARLES, santo. - Arcivescovo di Arles, n. verso il 470-71 nella regione di Chalon-sur-Saône, m. il 27 ag. 542. Della sua vita si sa che a venti anni divenne monaco a Lerino, dove studiò gli scritti di s. Agostino e di Fausto di Riez, approfittando inoltre dell'insegnamento retorico di Giuliano Pomeiro. Ordinato sacerdote da un suo parente, il vescovo Aeonio, dirigeva un monastero su una delle isole del Rodano, presso Arles. Diventato vescovo come successore di Aeonio, venne nel 505 a conflitto con il re visigoto Alarico II c, nel 513, anche con Teodorico di Ravenna. Nella lotta contro Avito di Vienne ottenne da papa Simmaco per Arles il diritto di primazia delle Chiese della Gallia e della Spagna. I Sinodi da lui convocati nel 506 a Agde, nel 524 ad Arles, nel 527 a Carpentras, nel 529 a Orange e nel 533 a Marsiglia, ebbero grande importanza, in prima linea quello di Orange, dove fu condannato il semipelagianesimo ed approvato un agostinismo moderato, che fu accettato da papa Bonifacio II. Nella vecchiaia si ritirò sempre più dalla attività pubblica, occupandosi del convento di monache diretto dalla sorella Cesaria. Festa il 27 agosto.
Scrisse una Regula ad virgines ed un'altra Ad monachos (fonti sono la lettera di s. Agostino Ad sanctimoniales e la cosiddetta regola di Macario). Di massima importanza furono le sue omelie, che si ispirano a Origene, Fulgenzio di Ruspe, Fausto di Riez. Il pastore zelante, che si occupò anche della cura dei contadini finora trascurati, fu più grande in lui che il teologo, di cui l'importanza fu sopravvalutata nel sec. XIV. Le sue opere (PL, 67) furono, dopo lunghi anni di preparazione, pubblicate dal benedettino G. Morin; il vol. I, parte 1a c 2a, dell'Opera omnia s. Caesarii continet in Sermones seu Admonitiones di C. (Maredsous 1937). Nel vol. II (ivi 1942) sono stati pubblicati le Epistole di C. o dirette a C., i Concilia a Caesario habita, le Regole monastiche, gli Opuscula theologica, il Testamento di C. e, nell'appendice, la Vita s. C. ab eius familiaribus scripta. La collezione degli Opuscula contiene un Opusculum de gratia, un Libellus de mysterio s. Trinitatis, un Breviarium adversus haereticos (v. G. Morin, in Rev. d'hist. ecclés., 35 (1939), pp. 35-53) ed una Expositio in Apocalipsim (v. G. Morin, in Rev. bénéd., 45 [1033], pp. 43-61). L'attribuzione a C. di alcuni di questi opuscoli o di alcune omelie resta dubbiosa. Il Testamento è invece autentico. La vita di s. Cesario è un'opera di prim'ordine per la storia ecclesiastica in Gallia. Il Morin è riuscito, in seguito agli studi dello svedese S. Cavallin (Studien zur Vita Caesarii, Lund 1934, e Eine neue Handschrift der Vita Caesarii, ivi 1936) a correggere l'edizione anteriore di Krusch nei MGH, Scriptores rer. meroving., III, pp. 433-501. L'influenza di C. su'la vita della Chiesa medievale fu grande: cf. H. V. SCHUBERT, FRANZ, Geschichte der christlichen Kirche in Frühmittelalter (Tubinga 1921, p. 36 sg.), F. Hautkappe, Über die altdeutschen Beichten und ihre Beziehungen zu Caesarius V. A. (Münster 1917), A. C. Lawson, in Rev. bénéd., 50 (1938), p. 28 sg.
Césario di Heisterbach. - Cistercense tedesco, n. a Colonia verso il 1180, m. intorno al 1240. Dapprima maestro dei novizi, fu poi priore del monastero detto «Valle di S. Pietro», volgarmente Heisterbach, ov'era entrato nel 1199. Fu anche priore per breve tempo dell'abbazia di Villers (diocesi di Namur, Belgio), sotto un certo abate Carlo. Si distinse per pietà e per dottrina.
Celebri sono le sue cronache edificanti: Dialogus miraculorum, finito nel 1222 (ed. J. Strange, Colonia 1851; 2a ed. 1922); Libri VIII miraculorum (tre rimasti, editi da A. Meister, Friburgo i. Br. 1901). C. vi narra per i suoi confratelli la vita, i miracoli e gli esempi dei santi, specialmente dell'Ordine cistercense; opere preziose, malgrado la credula ingenuità. Scrisse inoltre: Vita s. Engelberti (ed. Acta SS. Novembris, III, Bruxelles 1910, p. 632 sg.), Vita s. Elizabeth (ed. A. Huyskens, Colonia 1908), la Cronaca dei vescovi di Colonia dal 1167 al 1238 (in MGH, Scriptores, XXIV, p. 345 sg.), molti sermoni su temi vari con esposizione di testi biblici (ed. A. Coppenstein, Colonia 1615). Un commento in 9 libri all'Ecclesiastico e molte opere di edificazione sono rimaste inedite.
Nel 1897 l'Associazione storica locale (non cattolica) gli innalzò un monumento in Heisterbach per onorare colui che con i suoi scritti aveva elevato la cultura, specialmente nei paesi renani.